Bistrattate e indispensabili, le vespe un mondo ancora da scoprire

La percezione di alcuni insetti è al centro di uno studio della University College London a cui ha collaborato un dottore di ricerca Unifi. L'indagine è stata pubblicata dalla rivista scientifica Ecological Entomology.
Archivio fotografico 123rf - riproduzione riservata
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Una è apprezzata per la sua operosità ed è molto popolare in ambito scientifico, l’altra è tutt’altro che amata ed è di gran lunga meno studiata dai ricercatori. Api e vespe rischiano seriamente l’estinzione. Solo per le prime tuttavia questa eventualità viene avvertita come un pericolo per l’ambiente.

E’ quanto emerge da un sondaggio sulla percezione di alcuni insetti, pubblicato dalla rivista scientifica Ecological Entomology, che ha visto il contributo di Alessandro Cini, dottore di ricerca Unifi e borsista Marie Curie presso la University College London, nell’ambito di un’indagine condotta dalla stessa università inglese.

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Lo studio riporta i risultati di un sondaggio somministrato a 748 persone, provenienti da vari stati e con differenti livelli di interesse per la natura. Analizza inoltre le pubblicazioni scientifiche degli ultimi 37 anni e gli atti di conferenze scientifiche, a partire dal 1999, dedicate agli insetti.

Oltre che evidenziare la differente percezione tra api e vespe presso il pubblico, lo studio esplora alcune delle ragioni alla base di questa diffusa attitudine.

“Le parole usate dal pubblico per descrivere le vespe sono tendenzialmente emotive e negative – spiega Cini – mentre per le api sono usate parole funzionali e positive. Lo studio mostra inoltre come, alla radice della percezione negativa delle vespe, vi siano probabilmente un basso livello di interesse per la natura e una scarsa conoscenza da parte del pubblico, nonché un limitato sforzo di ricerca da parte dei ricercatori per i servizi ecosistemici forniti dalle vespe. Mentre il ruolo delle api negli ecosistemi è ben compreso, quello delle vespe è largamente incompreso”.

Eppure api e vespe rappresentano elementi fondamentali del capitale naturale: le api impollinano i fiori selvatici e le colture agricole. Le vespe regolano, tramite la loro  predazione, le popolazioni di artropodi, comprese specie di insetti vettori di malattie umane e i parassiti delle colture. Svolgono insomma un ruolo di primo piano in natura e contribuiscono anche al nostro benessere. Per comprenderlo, spiegano i ricercatori, dovremmo occuparcene di più in ambito scientifico e raccontarlo meglio.

“Proprio una maggiore conoscenza delle funzioni svolte dalle vespe  conclude Cini – potrebbe migliorarne la percezione presso il pubblico”. E  contribuire a far risalire l’indice di gradimento nella hit parade degli insetti.

 

 

 


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