Diverse voci fanno dolci note, la poesia in musica

L'Ars Nova, il linguaggio musicale che caratterizza la polifonia europea del Trecento e del primo Quattrocento, è tra le più alte e raffinate forme d’arte del medioevo occidentale. Un progetto ERC studierà per la prima volta il repertorio composto da oltre 1200 testi poetici in latino, francese e italiano.
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ms. Med. Palat. 87, c. 121v. Su concessione del MiBAC. E' vietata ogni ulteriore riproduzione con qualsiasi mezzo

Dante Alighieri all’inizio del Trecento in Italia, e ancora Eustache Deschamps quasi un secolo dopo in Francia, concepiscono la poesia come armonia verbale, come musica in sé stessa. Ma cosa diventa la poesia quando è coinvolta nella complessa architettura della musica polifonica?

Il progetto ERC Advanced Grant European Ars Nova. Multilingual Poetry and Polyphonic Song in the Late Middle Ages studierà per la prima volta il corpus costituito dai più di 1200 testi poetici in latino, francese e italiano intonati dai musicisti dell’Ars Nova, suggestiva definizione convenzionale con cui si usa indicare il nuovo e più sofisticato linguaggio musicale che caratterizza la polifonia europea del Trecento e del primo Quattrocento, tra le più alte e raffinate forme d’arte del medioevo occidentale.

La scelta di questo corpus, tramandato principalmente da antologie multilingue compilate durante l’ultima fase dello Scisma d’Occidente, che integrano differenti tradizioni poetiche e musicali, è motivata da due obiettivi primari: offrire una nuova interpretazione del suo significato e della sua funzione nel contesto culturale e storico; generare un nuovo equilibrio metodologico tra gli studi letterari e gli studi musicologici.

Molti dei polifonisti dell’Ars Nova erano religiosi che operavano all’interno delle istituzioni laiche ed ecclesiastiche. In molti testi il linguaggio dell’amore cortese esprime in realtà i valori della caritas, la virtù teologale che illumina e guida i governanti, inducendoli a desiderare il bene comune. Così, la figura dell’amante diventa metafora dell’uomo politico, e la poesia d’amore può essere funzionale alla diplomazia e alla propaganda personale e istituzionale.

Da questo inesplorato punto di vista, il progetto svilupperà tre linee di ricerca per cercare di rispondere alle tre domande: qual è la natura della relazione tra poesia e musica polifonica, e come si configura il dialogo tra le diverse tradizioni poetiche e musicali? In che misura e in che modo la poesia dell’Ars Nova può dirsi parte integrante delle strategie di soft power attuate dalla classe politica europea? C’è una connessione tra il multilinguismo delle antiche antologie manoscritte e la percezione dell’Ars Nova come repertorio interculturale e in ultima analisi europeo?

Il progetto, che è iniziato il 1° gennaio 2019 e durerà cinque anni, ha sede presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze e sarà svolto in collaborazione con il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia. Coinvolgerà inoltre due importanti istituti di ricerca italiani con sede a Firenze, la Fondazione Ezio Franceschini  e il CNR – Opera del Vocabolario Italiano. Il gruppo di ricerca, da me diretto, sarà costituito da dieci giovani studiosi, filologi romanzi e musicologi, che saranno appositamente reclutati.

Centrale nella realizzazione del progetto sarà l’allestimento di un nuovo database open access (Ars Nova Database) destinato a diventare punto di riferimento e modello metodologico per gli studi sulla poesia e la musica del medioevo. L’Ars Nova Database permetterà di conoscere questo repertorio nel suo complesso, superando i confini linguistici e geo-culturali. Sarà costituito da tre sezioni collegate tra loro: il primo catalogo dei manoscritti, degli autori e dei testi (CANT); la prima edizione critica dei testi poetici e musicali (ANT); il primo repertorio delle strutture formali della poesia e della musica (ANS). Sarà possibile visualizzare attraverso l’atlante europeo dell’Ars Nova (ATLAS) la distribuzione cronologica e geografica dei testi. L’utilizzo del software GATTO, ideato e gestito dall’Opera del Vocabolario Italiano per il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini, permetterà di effettuare raffinate ricerche lessicali. L’Ars Nova Database sarà ospitato dal portale MIRABILE, a garanzia della gestione e della sostenibilità a lungo termine.

Con l’obiettivo di approfondire un aspetto chiave della prima linea di ricerca, il progetto si occuperà anche del problema della percezione dei testi poetici all’ascolto attraverso il confronto tra ricerca scientifica e prassi esecutiva contemporanea della musica antica. Saranno coinvolte ensemble professionali che collaboreranno all’analisi di opere di compositori appartenenti a tre diverse generazioni in un arco di tempo che va dal 1340 al 1420. Le composizioni analizzate saranno eseguite e pubblicate, oltre che nell’Ars Nova Database, in CD audio che garantiranno la disseminazione ad ampio raggio, anche presso il pubblico non specialista, di parte dei risultati del progetto.

Il progetto sarà presentato venerdì 1° marzo, alle ore 9, presso la sala Comparetti della Biblioteca Umanistica (piazza Brunelleschi, 4 – programma). 


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