L’inquinamento da particolato in 5 città europee

Coordinato da ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia e del Dipartimento di Chimica il progetto AIRUSE è candidato al premio come miglior progetto del programma europeo Life + che sarà assegnato a Bruxelles il prossimo 23 maggio.

E’ stata selezionata dall’Unione Europea tra le nove migliori ricerche realizzate in materia di clima e di ambiente nel biennio 2016/17 ed è candidata al premio come miglior progetto del programma europeo Life + che sarà assegnato in una cerimonia a Bruxelles il prossimo 23 maggio. Si tratta di AIRUSE (Testing and development of air quality mitigation measures in Southern Europe), l’indagine sulla composizione chimico-fisica e le sorgenti del particolato atmosferico in 5 città del sud Europa (Firenze, Milano, Barcellona, Porto, Atene) realizzata con il contributo dei ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia e del Dipartimento di Chimica, diretti da Franco Lucarelli, docente di Fisica sperimentale dell’Università di Firenze, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). La ricerca ha ottenuto un finanziamento di 127mila euro.

Il gruppo fiorentino, in particolare, ha curato la parte riguardante il campionamento, l’analisi della composizione del particolato e l’identificazione delle sue sorgenti. Nel corso di quattro anni i ricercatori hanno testato alcune misure di mitigazione e suggerito delle possibili strategie volte a ridurre il particolato per raggiungere migliori standard di qualità dell’aria, nel rispetto delle linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

“Nelle cinque città esaminate, il traffico stradale è la principale causa di particelle nell’aria – spiega Lucarelli – le emissioni dal tubo di scappamento, le polveri della strada  (in cui sono presenti anche  fibre, particelle carboniose e metalli), l’usura di freni e di parti meccaniche sono tra le principali fonti. La diffusione di veicoli meno inquinanti, sostenuta da politiche di incentivazione a lungo termine, potrebbe ridurre l’impatto sull’ambiente. La ricerca – aggiunge il docente fiorentino – si è occupata anche degli effetti prodotti dalle limitazioni del traffico che risultano parzialmente efficaci. Abbiamo poi monitorato altre misure, come il lavaggio sistematico delle strade, riscontrando effetti positivi in termini di riduzione delle polveri stradali”.

All’origine dell’emissione di particolato, in seconda battuta, vi è poi la combustione di biomasse che trova riscontri significativi in quattro centri su cinque presi in considerazione. “L’uso del riscaldamento a legna o a pellet – prosegue Lucarelli – favorisce la concentrazione e il potenziale ristagno in aria di sostanze indesiderate e dovrebbe essere scoraggiato in città che si sviluppano in pianura. I vecchi impianti di combustione domestici, inoltre, dovrebbero essere sostituiti da apparecchiature certificate e il mercato di legna da ardere e dei pellet dovrebbe essere regolamentato, dal momento che alcune biomasse sono più inquinanti di altre che sono certificate”.

Politiche adeguate, dunque, ma anche campagne di comunicazione. Per sensibilizzare l’opinione pubblica verso scelte più consapevoli in materia di inquinamento da particolato è necessaria infatti secondo Lucarelli “un’informazione dettagliata sulle implicazioni della scelta del combustibile circa la qualità dell’aria sia per il riscaldamento che per i mezzi di trasporto”.

Il progetto AIRUSE è stato coordinato dall’ Istituto di Diagnosi Ambientale e Studio delle Acque (IDÆA) del Centro Nazionale delle Ricerche Spagnolo CSIC di Barcellona. Hanno collaborato anche il Centro Nazionale per la Ricerca Demokritos di Atene, l’Università di Aveiro (Portogallo), l’Università di Birmingham (Regno Unito), l’Istituto di Tecnologia Ceramica di Castellon (Spagna) e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Lombardia.

I risultati  del progetto sono stati utilizzati nell’elaborazione del Piano di Qualità dell’Aria della Regione Toscana e sono riassunti  in una pubblicazione dal titolo”Misure per migliorare la qualità dell’aria in ambito urbano”

 

 


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