Parkinson, nuove conoscenze sul processo neuro degenerativo

Una sottile alterazione delle proprietà elettriche dei neuroni preposti al controllo dei movimenti volontari provoca dei danni alle cellule nervose ed è all’origine di disturbi motori simili al Parkinson. Lo ha scoperto uno studio fiorentino firmato da Neurofarba e Aou.

Passi in avanti nella comprensione del processo neuro degenerativo alla base del Morbo di Parkinson. Uno studio targato Neurofarba (Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino) e Azienda Ospedaliera Universitaria (Aou Careggi) ha dimostrato che una sottile alterazione delle proprietà elettriche dei neuroni preposti, mediante rilascio di dopamina, al controllo dei movimenti volontari provoca dei danni alle stesse cellule nervose ed è all’origine di disturbi motori simili al Parkinson.

L’indagine è a cura dello studioso fiorentino Alessio Masi (Unifi e Aou Careggi), coordinatore del progetto, di Guido Mannaioni, docente di Farmacologia e medico di Tossicologia Medica di AOU Careggi, e dei giovani ricercatori Carmen Carbone, Alessia Costa e Gustavo Provensi. Ne parla un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Cellular Neuroscience (doi.org/10.3389/fncel.2017.00187)

“Si tratta di una ricerca di base che amplia le conoscenze dei meccanismi cellulari coinvolti nella neuro-degenerazione dopaminergica – spiega Alessio Masi –. L’intera ricerca prende spunto dall’osservazione che la neurotossina MPTP, un composto sintetico noto per la capacità di indurre effetti neuro-degenerativi analoghi al Parkinson, provoca non solo danni ai mitocondri ma anche alle proprietà elettriche cellulari”.

Esiste dunque una relazione tra il difetto riscontrato dai ricercatori fiorentini e i disturbi motori del Parkinson. Lo conferma il fatto che i neuroni colpiti sono ipereccitabili e per questo più sensibili allo stress metabolico, una condizione che caratterizza la malattia a livello cellulare. I risultati acquisiti nel corso della ricerca aprono pertanto un nuovo fronte della ricerca.

“Si tratta adesso di capire se correggere questo difetto in opportuni modelli possa rallentare il processo di morte neuronale – aggiunge Masi -. A tale scopo proveremo a ripristinare i livelli d’espressione della proteina alla base della funzione mancante attraverso una sorta di terapia genica”.

I malati di Parkinson vengono trattati oggi con farmaci sintomatici che provocano importanti effetti collaterali. Lo studio fiorentino si inserisce nel filone che si propone di esplorare le cause della patologia e di individuare trattamenti in grado di contrastare il processo neuro-degenerativo.

La ricerca è stata finanziata da Ministero della Salute, Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Regione Toscana, Fondazione Umberto Veronesi e Michael J. Fox Foundation.


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