Privacy, sicurezza dei dati, “big data”. Ovvero, dell’avere la torta e anche mangiarla

Domenica 11 novembre, per il ciclo "Incontri con la città", Pierluigi Crescenzi affronta il tema dei dati personali ceduti alle società tecnologiche in cambio dei tanti servizi di cui facciamo uso tutti i giorni.
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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I dati sono il nuovo petrolio. E le società tecnologiche che sono in grado di ottenere e gestire enormi quantità di dati lo sanno bene, essendo divenute dei veri e propri giganti economici (al pari delle società petrolifere del secolo scorso).
Certo in pochi oramai saremmo in grado di rinunciare a tutti quei servizi che queste stesse società ci offrono, proprio grazie alla possibilità di accedere a “pozzi inesauribili” di dati. Soprattutto se pensiamo che la maggior parte di questi servizi sono forniti gratuitamente, o più precisamente pagando con una moneta del cui valore non ci rendiamo conto, i nostri dati.
Tuttavia, questa capacità di accesso a quantità gigantesche di dati (molto spesso personali) fornisce a queste società un potere enorme, che dovrebbe quantomeno preoccuparci. La domanda è, quindi, se e come sia possibile “comprare il burro e tenere i soldi per comprarlo”, ovvero continuare a usufruire dei tanti servizi di cui facciamo uso tutti i giorni, e di cui non vogliamo fare a meno, e allo stesso tempo proteggerci dalle conseguenze pericolose di una tale concentrazione di “ricchezza di informazione”, di cui siamo già stati, negli ultimi mesi, spettatori attoniti.

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