Umberto Cassuto. Da Firenze a Gerusalemme

La figura del biblista ed ebraista di fama internazionale si intreccia con la storia dell'Università di Firenze, in cui ha studiato e poi insegnato fino all'avvento delle leggi razziali. La sua opera e i suoi lavori rappresentano un punto di riferimento insuperato.
Umberto Cassuto
Umberto Cassuto

Il 2 ottobre 2017 l’Università di Firenze ha voluto rendere omaggio nell’Aula Magna del Rettorato ad un suo illustre allievo e docente, che aveva insegnato proprio in quello stesso edificio, che un tempo ospitava la Facoltà di Lettere: Umberto (Moshè David) Cassuto.

Cassuto è stato un grande biblista ed ebraista di fama internazionale. Nacque nel 1883 a Firenze e nella nostra Università – allora Regio Istituto di Studi Superiori e di Perfezionamento – si formò. Conseguì la laurea in Lettere nel 1906 con una tesi sugli ebrei a Firenze nel Rinascimento, che in seguito ampliò e pubblico con il titolo Gli Ebrei a Firenze nell’età del Rinascimento (1918). Nel 1908 si perfezionò in Lingue semitiche con una tesi sui Rapporti stilistici del Deuteroisaia coi libri di Geremia, Ezechiele […]. Nel 1922 assunse la carica di Rabbino Maggiore di Firenze, ma nel 1925 lasciò il ministero religioso per dedicarsi completamente all’insegnamento universitario; gli fu, infatti, affidata la cattedra di Lingua e Letteratura Ebraica presso la sua alma mater, che detenne fino al suo trasferimento a Roma nel 1932.

Cassuto contribuì attivamente a quella fulgida stagione dell’Orientalistica, che ebbe Firenze come centro cui confluivano giovani da tutta Europa, spesso di origine ebraica provenienti da paesi che già avvertivano i segnali della discriminazione e dell’oppressione. Ciò, sfortunatamente, avveniva in anni in cui i primi segni di declino già si avvertivano; il governo fascista voleva promuovere Roma come centro accademico di rilievo nazionale e internazionale, così progressivamente ridusse i fondi destinati all’ateneo fiorentino. L’attività di studiosi e docenti particolarmente dediti a ricerche innovative fu inibita, costringendo molti a trasferirsi altrove nella speranza di trovare un ambiente più propizio ai propri studi. In questo contesto nel 1932 Cassuto accettò la cattedra a Roma. Tuttavia, ogni speranza s’infranse con l’avvento delle leggi razziali nel 1938. L’anno successivo Cassuto partì per Gerusalemme, dove accettò la cattedra di Scienze bibliche presso l’Università Ebraica. Là visse fino alla morte, avvenuta nel 1951.

Cassuto trasmise ai suoi allievi la lezione dei suoi maestri fiorentini, tra cui ricordiamo Pio Rajna, Guido Mazzoni, Pasquale Villari, Girolamo Vitelli e Achille Coen. Da essi aveva appreso i metodi dell’indagine linguistico-filologica e storico-critica, che si erano fatti strada anche negli studi biblici. Nonostante i suoi interessi accademici, Cassuto fu un uomo della tradizione. Ma ciò non gli impedì di studiarla da critico e filologo, mantenendone un profondo rispetto. L’originalità di questo fine studioso, rilevabile in molte sue opere, fu la capacità di sottoporre la tradizione al vaglio dell’indagine critica, senza distruggerla o negarle valore.

Copertina di Rassegna Israel - Riproduzione riservata
Copertina di Rassegna Mensile di Israel – Riproduzione riservata

È a ricostruire la complessità ed il merito di questa figura che la giornata di studi è stata dedicata. Studiosi ed autorità si sono riuniti per presentare l’ultimo numero della Rassegna Mensile di Israel dal titolo Umberto Cassuto. Maestro di Bibbia nel paese della Bibbia, dedicato all’ebraista fiorentino. L’opera in due volumi è stata curata da Angelo M. Piattelli e Alexander Rofé ed edita dalla casa editrice Giuntina. Essa rievoca e nel contenuto e nella sua realizzazione quel filo che unì Firenze e Gerusalemme nella biografia di Cassuto. Il primo volume raccoglie vari studi dedicati alla ricostruzione della figura dell’insigne ebraista; il secondo presenta numerosi saggi di argomento scientifico, tra i quali alcuni tradotti per la prima volta dall’ebraico. Questi scritti gettano luce sulla vastità di interessi e competenze che lo studioso seppe mettere in campo, spaziando dalla storia degli ebrei italiani nel Rinascimento al giudeo-italiano, per approdare infine alla critica biblica, settore per il quale è maggiormente noto a livello internazionale.

Spesso Cassuto è ricordato per aver tenacemente opposto l’ipotesi documentaria sulle origini del testo biblico, dunque il suo contributo viene grandemente ridimensionato. «Eppure», afferma Alexander Rofé, suo ex-allievo ed oggi Professore Emerito presso l’Università Ebraica di Gerusalemme, «il valore di uno studio non consiste soltanto nelle conclusioni. Esso spesso consta, non di meno, nel riscontrare dati e approfondire tematiche che possono arricchire la ricerca, anche se finirebbero per condurla a conclusioni diverse dall’intenzione dell’autore». Per tale ragione i lavori di Cassuto sono tuttora un punto di riferimento nel settore. Inoltre, come osserva Bruno Di Porto, il suo contributo alla storia degli ebrei italiani è stato rilevante, grazie in non trascurabile misura alla sua padronanza delle fonti ebraiche e italiane. La sua Storia degli Ebrei a Firenze nell’età del Rinascimento è rimasta fonte insuperata di notizie e documentazione sulla comunità ebraica fiorentina e il suo interagire con la città che l’accoglieva: uno scambio reciproco particolarmente fecondo sul piano culturale.

Particolarmente toccante è stato il ricordo del nipote David Cassuto, il quale ha rievocato vividamente l’infanzia passata con il nonno in Israele, dopo la tragica scomparsa del padre, Nathan Cassuto, rabbino di Firenze arrestato e deportato prima ad Auschwitz da dove non fece ritorno. Il nonno Cassuto nutriva un’affezione particolare per i nipoti, in cui tentò di mantener viva la memoria della loro città natale, pur a così grande distanza, attraverso le immagini di Firenze e delle sue bellezze artistiche.

Da Firenze a Gerusalemme, dunque, Cassuto portò la sua inestinguibile sete di conoscenza ed una profonda umanità. Egli fondò la scuola di critica biblica all’Università Ebraica di Gerusalemme, che oggi mantiene vivo il retaggio del maestro attraverso l’indagine scientifica di una tradizione millenaria. Vivo resta anche il legame tra le due città di Cassuto, attraverso un accordo di scambio interculturale promosso dalle due Università che lo accolsero come studente e come docente.

 

 


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