Un’esperienza di alternanza scuola-lavoro, tra comunicazione e orientamento

Protagonisti un gruppo di alunni della IV A del Liceo Machiavelli di Firenze che all'interno dell'amministrazione universitaria hanno studiato e progettato azioni e strumenti di comunicazione per un orientamento efficace

Arrivano dal Liceo Classico, sono in tredici e sono nati alla soglia del Duemila. Li incontro per la prima volta in un’aula di Palazzo Fenzi, sede del Dipartimento SAGAS, insieme a due colleghe, sarò il loro tutor universitario durante il percorso di Alternanza Scuola-Lavoro.

Lo abbiamo concepito come un progetto-pilota, lo abbiamo chiamato “Progettare azioni e strumenti di comunicazione per un orientamento efficace” e la sfida adesso è aperta. Riusciremo, noi adulti, funzionari della comunicazione, e loro giovanissimi studenti in cerca di orientamento, a progettare qualcosa insieme? Riusciranno a lavorare imparando e ad imparare lavorando? Riusciremo a trasmettergli non solo qualche competenza ma anche il senso del lavoro che svolgiamo?

In quattordici incontri, tra marzo e giugno 2017, per una durata complessiva di 80 ore, abbiamo percorso più volte, andando avanti e indietro, il ponte, ancora in costruzione, che collega orientamento e comunicazione. A questi termini, in ogni Università, oggi corrispondono funzioni amministrative, nella maggior parte dei casi distinte ma non più separate come accadeva in un passato non remoto. Tutte le iniziative di orientamento necessitano di servizi, strumenti e prodotti di comunicazione. Così come, viceversa, tutte le iniziative di comunicazione svolgono una funzione di orientamento. Comunicazione e orientamento possono, dunque, essere considerate le facce di una stessa medaglia.

Nella consapevolezza che il dialogo tra le “funzioni amministrative” nelle organizzazioni complesse oggi è sempre più auspicato e nella convinzione che il target di riferimento delle nostre azioni, gli studenti delle scuole secondarie, debba essere sempre preso in considerazione durante la fase di progettazione dei servizi, l’Area Comunicazione dell’Ateneo ha promosso, incontrando il favore della Piattaforma Orientamento, il progetto-pilota di Alternanza-Scuola lavoro, elaborandone i dettagli in sinergia con Katia Rossi, docente di storia e filosofia della classe IV del Liceo Classico Machiavelli.

Il percorso si è concluso venerdì 7 giugno 2017 nella Sala degli Affreschi del Liceo dove gli studenti hanno presentato i risultati alla loro Dirigente Gilda Tortora, ai docenti coinvolti nei percorsi di alternanza e ai compagni di alcune classi dei primi anni curiosi di scoprire che cosa sia l’alternanza e che cosa li aspetta nei prossimi anni.

L’obiettivo del percorso lo ha dichiarato subito G., la studentessa che ha guidato la presentazione, dando, di volta in volta, la parola a tutti i compagni: “Il nostro compito era quello di dare un contributo all’organizzazione delle iniziative di orientamento che l’Università organizza per noi, in particolare analizzando gli aspetti legati alla comunicazione. Abbiamo quindi partecipato alle iniziative di Open Day, raccolto le nostre osservazioni, analizzato i dati ed elaborato i risultati che presentiamo oggi, per vedere che cosa si può migliorare. Per la raccolta dei dati abbiamo usato una griglia di analisi elaborata da noi con l’aiuto del tutor universitario e delle sue colleghe Elena Guidieri e Carletta Scano”.

Il percorso è stato articolato in più tappe, alcune di carattere maggiormente formativo ed altre operative. I primi incontri sono stati finalizzati a creare le precondizioni necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Siamo partiti dallo storytelling, introducendolo attraverso un’attività pratica. Ognuno ha scritto la propria (rap)presentazione, prima di getto, e poi, sotto la guida di alcuni suggerimenti, ha trasformato il proprio testo in un racconto più strutturato. Obiettivo esplicito dell’attività era conoscersi reciprocamente, ma anche, implicitamente, chiarire sin da subito quali sono le competenze di base necessarie oggi per lavorare in comunicazione: saper scrivere, saper raccontare, saper coinvolgere e saper persuadere qualcuno della verità di ciò che stiamo dicendo.

E sono molte e sfaccettate le emozioni che trasmettono i loro racconti ricchi di paure e insicurezze ma anche contrappuntati da felicità e passioni (un esempio nella galleria che apre questo articolo).

Nel secondo incontro abbiamo proposto al gruppo un’attività in qualche modo più vicina al mondo della scuola, ossia la partecipazione ad una tavola rotonda su un tema di attualità: “L’Unione Europea a sessant’anni dai Trattati di Roma. Bilanci e sfide”. Prima di andare in Aula Magna a sentire i relatori, ho proposto una breve lezione sulle ideologie europeiste elaborate nel dopoguerra, preparata ad hoc per facilitare la partecipazione all’iniziativa, e l’analisi del testo della Dichiarazione Schumann del 9 maggio 1950. Dopo aver sentito gli interventi dei relatori, gli studenti hanno compilato poi una griglia di analisi dell’evento individuando gli elementi che stanno sempre alla base di un evento: gli obiettivi, siano essi impliciti o espliciti, il pubblico e gli strumenti. Obiettivo complessivo dell’incontro è stato quindi quello di fornire loro ulteriori strumenti di analisi e di consapevolezza: ogni evento infatti è una macchina di comunicazione scomponibile in più elementi che devono essere ben connessi tra loro perché l’evento abbia successo.

Con il terzo incontro abbiamo invece voluto lavorare su un’altra competenza trasversale sempre più richiesta nel mondo del lavoro: la capacità di lavorare in gruppo. Su questo incontro si sono molto soffermati i ragazzi durante la loro presentazione finale, a testimonianza di quanto li abbia particolarmente e positivamente colpiti. Lo ha riassunto molto bene G.: “Le parole possono essere definite solo attraverso altre parole. Definire una parola attraverso l‘uso delle prime quattro che nell’immediato riteniamo le siano collegate, le prime che ci vengono in mente, può essere un utile sistema per chiarire il significato che il termine in causa ha per noi. O almeno per realizzare quanto in realtà siamo confusi al riguardo. Le parole sono soggettive e quando un gruppo piuttosto consistente di persone deve scegliere di comune accordo quattro parole per definirne una quinta, si creano inevitabilmente dei contrasti. Per risolvere il problema sono necessari impegno e lavoro di squadra. Solo in tal caso sarà possibile giungere ad un’idea unanime circa un concetto. Durante questa esperienza, ci è stato richiesto di pensare a quattro parole che descrivessero che cos’è per noi l’orientamento. Alla fine ognuno era giunto a una conclusione diversa. Perciò, riunendoci in gruppi via via più numerosi, siamo riusciti a riassumere l’opinione di tutti con queste parole: Futuro, Scelta, Chiarezza, Mappa”.

I risultati di questo incontro sono stati fondamentali per lo sviluppo di tutto il percorso di alternanza. Per poter gestire il lavoro che sarebbe stato richiesto loro negli incontri successivi, gli alunni-lavoratori hanno dovuto prima di tutto far squadra e condividere un metodo di lavoro basato sul rispetto reciproco e sulla collaborazione sinergica.

Quando, dopo aver lavorato sul concetto “orientamento”, abbiamo proposto loro di costruire insieme una griglia di analisi degli Open Day cui avrebbero assistito nei mesi successivi, il clima di lavoro era decisamente mutato. I contrasti non sono stati più vissuti come elementi di disturbo, ma come stimoli per l’individuazione dei ruoli di ciascuno all’interno del gruppo. Conoscendo maggiormente le reciproche inclinazioni e competenze, i ragazzi hanno cominciato a gestire in maniera sempre più autonoma i compiti e ad andare spediti verso il loro obiettivo: mappare la comunicazione adottata durante gli Open Day del nostro Ateneo, rilevando elementi oggettivi (presenza o assenza di alcuni prodotti o strumenti di comunicazione) ed elementi soggettivi (percezione della soddisfazione).

La griglia concepita dai ragazzi della IV A e i risultati della loro analisi sono adesso nelle nostre mani. A noi funzionari spetta il compito di proseguire a monitorare le nostre azioni e a migliorarle e a loro studenti di continuare a studiare preparandosi ad affrontare il futuro.

 


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