Viaggio a Mekelle, nella terra dei padri dell’acqua

Un viaggio in Etiopia per studiare il ruolo delle donne nella gestione dell'acqua per usi agricoli. Lo racconta Aurora Righetti, studentessa della laurea magistrale in Economics and Development, che ha trascorso un soggiorno di studio presso l'Università di Mekelle grazie al finanziamento del Water Harvesting Lab del Dipartimento di Gestione Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali.

A maggio di quest’anno ho avuto la possibilità di prendere un aereo per Mekelle, in Etiopia, per svolgere una ricerca su temi che mi appassionavano da sempre ma che non ero mai riuscita a studiare sul campo. Sono una studentessa della laurea magistrale in Economics and Development e , appena saputo, di quest’opportunità, ho voluto coglierla al volo. Il progetto a cui ho partecipato è frutto di una partnership tra il Dipartimento di Gestione Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali e l’Institute for Water and Environment della Mekelle University, nell’ambito della quale erano state bandite due borse per svolgere lavori di ricerca multi- ed interdisciplinari nella gestione delle risorse idriche nelle zone aride dell’Etiopia.

E’ stata un’esperienza forte, ma è qualcosa che va fatto, consigliata a chiunque ha una sua idea di Africa dell’Est ed è pronto a vederla (quasi) completamente stravolta. Appena arrivata, mi sono stabilita nella città ed ho conosciuto il professor Eyasu Yazew Hagos e altri ricercatori del dipartimento di Water Management. Sono così entrata in contatto con un ambiente ricco di idee e disponibilità ad aiutarmi, nonostante le condizioni difficili del Paese e la grande povertà. Con loro, ho focalizzato il tema della ricerca scegliendo la zona attorno alla cittadina di Alamata, nel sud del Tigray e decidendo di approfondire il ruolo delle donne nella gestione dell’acqua per usi agricoli. Così, durante la seconda e terza settimana di Maggio mi sono trasferita lì, dove, con l’aiuto di un traduttore e di un autista dell’Università, ho somministrato questionari a trenta donne di tre diversi villaggi e gestito discussioni di gruppo sul tema oggetto di ricerca. Nella zona, sono stati costruiti dei canali che, durante la stagione delle piogge, indirizzano il flusso dei fiumi verso i singoli campi degli agricoltori secondo precisi sistemi di assegnazione gestiti dagli abo mai (padri dell’acqua). Nessuna donna fa parte di questo “consiglio” di gestione dell’acqua per irrigare e il loro ruolo è abbastanza marginale nelle attività agricole.

Era la prima volta che realizzavo un lavoro del genere e non è stato facile, devo dire. Sicuramente Elena Bresci e Giulio Castelli, a Firenze, e i ricercatori a Mekelle mi hanno dato un aiuto straordinario. Ho potuto conoscere ragazze e donne dei villaggi ed è stato forse questo ciò che mi resterà nel cuore di questa esperienza. Osservare la loro condizione di subordinazione rispetto ai mariti e agli altri uomini, ma anche capire come il contesto in cui vivono ha portato a questa condizione, è stato più illuminante di qualunque lezione all’università. Per il resto, gli etiopi sono stati con me un popolo ospitale ed accogliente, curioso e orgoglioso.

 

Il nuovo bando dedicato alla mobilità studentesca in Etiopia è disponibile sul sito del Water Harvesting Lab


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