La Fortezza da Basso di Firenze come non l’avete mai vista

Una vera e propria fotografia tridimensionale ad altissima risoluzione della Fortezza da Basso . E' quella prodotta dal Laboratorio di Geomatica per l’Ambiente e la Conservazione dei Beni Culturali, a supporto degli interventi di conservazione e valorizzazione dello storico monumento.

Ha sorvolato tutta l’area della Fortezza da Basso, fornendo un rilievo accurato dei tetti e dei camminamenti. Il drone utilizzato dal Laboratorio di Geomatica per l’Ambiente e la Conservazione dei Beni Culturali (GeCo) diretto da Grazia Tucci, ha completato il rilievo esterno della fortezza alessandrina di Firenze.

Utilizzando le più moderne tecnologie di rilievo e di analisi, il Laboratorio aveva realizzato nei mesi scorsi un modello virtuale della Fortezza da Basso, ora a disposizione del Comune di Firenze. La ricostruzione costituisce un ricchissimo archivio di informazioni sulle vicende, le tecniche costruttive, i materiali e lo stato di conservazione della fortificazione e rappresenta uno strumento indispensabile per gli interventi di conservazione e valorizzazione dello storico monumento.

Il nuovo rilievo fotogrammetrico da drone permetterà di creare un modello metrico sulla base del quale sarà possibile acquisire una conoscenza completa e dettagliata della Fortezza, compresi i camminamenti sulla sommità delle mura e dei bastioni.

Le analisi del laboratorio GeCo-Unifi – che si completeranno con il rilevamento degli interni dei bastioni, dei cunicoli e del Mastio – compongono una vera e propria fotografia tridimensionale ad altissima risoluzione della struttura, come racconta Grazia Tucci nel documentario “La Fortezza da Basso di Firenze – nuove tecnologie per il rilievo e il restauro”, pubblicato online.

All’indagine hanno collaborato i team dei dipartimenti di Storia, archeologia, geografia, arte e spettacolo, di Ingegneria dell’Informazione e di Chimica “Ugo Schiff”, oltre all’Istituto Geografico Militare (IGM) e all’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ICVBC). Il documentario   – del quale è disponibile anche la versione in inglese – è stata realizzato dal Servizio produzione contenuti multimediali.


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