Pubblicazioni

Veduta dell'Arno - Foto Phillip J. Haubrock - riproduzione riservata

L’Arno e il cambiamento della fauna acquatica

Uno studio con la partecipazione del Sistema Museale di Ateneo segnala, nel tratto fiorentino dell’Arno, la quasi completa sostituzione di pesci, molluschi e crostacei locali ad opera di specie invasive. Con conseguenze pesanti sulla biodiversità.

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Anziani e bisogno di relazioni al tempo del Covid

Arriva dagli anziani, i soggetti più fragili che subiscono le conseguenze della pandemia, la conferma dell’emergenza nel campo delle relazioni sociali, a causa di distanziamento fisico e lockdown. Delle dimensioni del problema e del ruolo positivo svolto dai contatti non fisici (al telefono, via Internet) parla uno studio internazionale a guida Unifi pubblicato su The Gerontologist.

Azolla filiculoides, la felce acquatica

Le pianti galleggianti contro l’inquinamento delle acque

Due specie vegetali sono capaci di rimuovere dal 60 al 90% dei metalli pesanti e dei farmaci presenti nelle acque reflue. Lo rivela uno studio Unifi, pubblicato su Science of The Total Environment e realizzato insieme ad una società di impianti di depurazione.

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Ripensare la prognosi delle malattie del sangue

La mutuazione del gene che codifica la proteina TP53 non implica sempre la presenza di una forma patologica più aggressiva. E’ la conclusione di uno studio pubblicato da Nature Medicine a cui ha collaborato l’Ateneo. La scoperta induce a rivedere come valutare il decorso e l’esito di tutte le neoplasie

Ottica, gli studenti coprotagonisti delle ricerche

Calcolare la distanza di utilizzo degli smartphone, indagare la protezione della retina dalla luce blu: al corso di laurea in Ottica e optometria studentesse e studenti lavorano fianco a fianco dei ricercatori su argomenti di punta del settore. E pubblicano su riviste internazionali.

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Modificazioni del microbiota e decadimento cognitivo, dimostrato il collegamento

Pubblicati su Microbiome i risultati della ricerca internazionale coordinata da Unifi, in collaborazione con le Università di Milano e di Siena, la University of East Anglia, l’Ateneo di Nottingham e il Quadram Institute Bioscience di Norwich, che fa luce sull’influenza del microbiota intestinale sull’invecchiamento sul sistema nervoso centrale.