Precipitazioni estreme ed erosione del suolo

Un progetto europeo, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Terra, punta a realizzare uno strumento a supporto del sistema di allerta regionale

Quantificare gli effetti delle precipitazioni estreme sull’erosione del suolo, attraverso i dati di pioggia rilevati dalla rete radar terrestre e la modellazione idrologica a livello toscano.

E’ l’obiettivo del progetto SED-RUNS (Soil Erosion under extreme rainfall events: Detecting and modelling using a Radar-Runoff-Nowcasting-System – MSCA IF), finanziato dall’Unione europea nel framework “Research and Innovation Framework Programme – Horizon 2020, nel quadro delle “Individual Actions EU Marie Skłodowska-Curie, coordinato dall’Ateneo fiorentino.

La ricerca si basa su una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Terra, che offrirà il supporto scientifico, logistico e amministrativo, e il Consorzio LaMMA (Agenzia Meteorologica Toscana) che curerà gli aspetti climatologici e la fornitura dei dati meteo: dataset radar della rete nazionale con copertura 2010-2020 a risoluzione spaziale di un chilometro e temporale di 10 minuti. 

Il progetto, finanziata per un ammontare complessivo di circa 171mila euro, ha durata biennale e si concluderà nel maggio 2024. Il coordinamento è svolto da Rossano Ciampalini (Research Associate – Marie Skłodowska-Curie Action) con la supervisione di Sandro Moretti, docente di  Geografia fisica e geomorfologia.

“L’approccio è basato su metodi di analisi statistica e modellistica e procede dalla misurazione di come si distribuiscono le precipitazioni estreme (dei valori degli ultimi dieci anni e di quelli che giungono in tempo reale) – spiegano Ciampalini e Moretti –. L’elemento innovativo  consiste nella creazione di una inedita piattaforma di simulazione  in grado di mostrare i processi erosivi nello spazio e nel tempo. Questo prodotto può considerarsi un primo passo verso la realizzazione di un sistema di allerta regionale di erosione per gli eventi meteorologici estremi Lo studio permetterà inoltre di comprendere meglio l’impatto dei cambiamenti climatici in atto”.


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