E-bike e monopattini elettrici ancora più sostenibili

Il progetto LIFE2M, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria industriale all’interno di Horizon Europe, indica la strada per una micromobilità "green", grazie a materiali di produzione riciclabili e batterie innovative.
Immagine tratta dal sito https://leonardoproject.eu
Immagine tratta dal sito https://leonardoproject.eu

Come rendere la micromobilità ancora più sostenibile e amica dell’ambiente. È la sfida del progetto LIFE2M (Long LIFE to Micromobility), coordinato dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIEF) all’interno di Horizon Europe e forte di un finanziamento complessivo di circa 2 milioni e 600mila euro.

Lo scopo è promuovere la micromobilità attraverso lo sviluppo di tecniche e strumenti innovativi, oltre che con una campagna di comunicazione volta a favorire il passaggio dall’uso di veicoli tradizionali a quello di microveicoli: bici e monopattini.

“Long LIFE to Micromobility – spiega il coordinatore del progetto Dario Vangi – mira, infatti, a ridurre l’impatto ambientale della micromobilità diminuendo il consumo di risorse, energia e generazione di rifiuti. In collaborazione con aziende elettroniche, meccaniche e di disseminazione, il team Unifi guiderà la produzione di nuovi microveicoli con materiali riciclabili (fibra di lino, canapa, bambù, legno multistrato e bio-resine). Dall’altro – continua Vangi – agirà sul versante delle batterie, sviluppando componenti tecnologici d’avanguardia come gli accumulatori basati su tecnologia Hybrid Supercapacitor, che vantano una vita molto più lunga delle attuali batterie e riducono sia l’impatto ambientale (minor contenuto di terre rare, difficilmente smaltibili) che il costo totale dei microveicoli”.

I nuovi accumulatori, che uniscono la carica capacitiva con quella elettrochimica delle batterie al litio, possono essere applicati ai veicoli già esistenti o utilizzati in nuovi prodotti. Sono previste anche stazioni fotovoltaiche di ricarica rapida, costituite da elementi commerciali (pannelli fotovoltaici e supercondensatori) e componenti appositamente sviluppati (elettronica per la gestione), inseriti in cordoli – possibilmente realizzati con materiale riciclato – per la delimitazione di piste ciclabili o in altre strutture apposite.

LIFE2M prende le mosse dall’esperienza dei partner industriali e del progetto “MicrovehicLE fOr staNd-Alone and shaReD mObility” – LEONARDO (H2020), finalizzato alla progettazione di un mezzo di viaggio quotidiano e intermodale.

“Oltre alla parte tecnica – aggiunge Vangi – LIFE2M allestirà campagne di comunicazione per aumentare la consapevolezza dell’importanza della micromobilità e sostenerne una più ampia diffusione, affrontando sia il comportamento degli utenti che le questioni di sicurezza stradale. Questa azione – spiega – si avvarrà dei risultati di un’analisi sulla frequenza degli incidenti che coinvolgono microveicoli e delle esperienze fornite dal Comune dell’Aquila in occasione di campagne di sensibilizzazione sulla micromobilità sicura”.

Grande rilevanza, poi, sarà attribuita allo sviluppo di modelli di business inerenti ai settori di mobilità privata, sharing e trasporto merci, prospettando soluzioni di micromobilità concepite in base alle esigenze dell’utente.

 


COPYRIGHT: © 2017 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE.
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo post sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribution ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0).

Written By
More from Giovanni Gaeta

Proteggere il patrimonio culturale con la digitalizzazione

Finanziamento di oltre 2 milioni per CHEDAR, coordinato dalla docente Grazia Tucci...
Leggi di più