Dalla “moneta prima della moneta” al denaro digitale

A Prato la mostra a cura del Disei per la Fondazione Datini: un viaggio attraverso il tema del denaro e la sua evoluzione nel corso della storia

Come avvenivano le transazioni prima delle monete? E come si pagherà quando queste non esisteranno più? A raccontare il passato e immaginare il futuro delle compravendite è a Prato la mostra “L’albero degli zecchini. Moneta e mezzi di scambio alternativi: dalle origini a un futuro da comprendere”, a cura di Angela Orlandi, docente del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (DISEI). L’esposizione, realizzata dalla Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini” con il patrocinio di Unifi, è ospitata fino al 19 novembre dal Museo di Palazzo Pretorio ed è stata inaugurata al Palazzo Comunale di Prato nell’ambito della Settimana Datiniana: presenti il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la rettrice Alessandra Petrucci, la direttrice del Disei Maria Elvira Mancino e il presidente della Fondazione Datini Giammarco Piacenti.

L’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio attraverso il tema del denaro e la sua evoluzione nel corso della storia: dagli oggetti che potremmo definire “moneta prima della moneta” fino a giungere a strumenti virtuali come il denaro elettronico e digitale. Un lungo viaggio nel tempo, un racconto che prende spunto da documenti e oggetti conservati in collezioni pubbliche e private, oltre che in archivi e musei cittadini. Ad accompagnare la riflessione sulle monete immateriali e il loro impatto sul mondo presente e futuro, nell’esposizione è presente un breve filmato realizzato dal Laboratorio audiovisuale dell’Ateneo.

Alla mostra collaborano Banca d’Italia, Archivio di Stato di Prato, Museo del Tessuto, Famiglia Bernocchi, Museo Archeologico. Banca d’Italia ha messo a disposizione oggetti – conchiglie, armi e gioielli – appartenenti a una collezione di “monete premonetali”, uno statere di Egina (VI-IV sec a.C.) e la prima banconota al portatore coniata in Italia dal Regno di Sardegna nel 1746. Sono esposti anche preziosi pezzi di argento e d’oro messi a disposizione dalla famiglia dell’imprenditore Mario Bernocchi, un mantello e alcuni pezzi di panno ricostruiti dal Museo del Tessuto di Prato, nonché campioni di stoffa e documenti provenienti dal Fondo Datini. La mostra accoglie anche i primi strumenti di pagamento alternativi – lettere di cambio, assegni bancari e ordini scritti collocabili tra XIV e XV secolo – concessi dall’Archivio di Stato di Prato.

“Il titolo della mostra – spiega Angela Orlandi – evoca la genialità di Carlo Collodi, il creatore di Pinocchio. Possiamo immaginare l’albero degli zecchini come un fiabesco creatore di soldi e di altri mezzi di scambio, emblema della fantasia con cui gli uomini hanno costruito monete e strumenti ad esse alternativi”.


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