Sulle tracce dei dinosauri nel Portogallo occidentale

Uno studio fiorentino pubblicato da Lathaia ha esaminato le orme lasciate dai teropodi e dagli antenati dei coccodrilli vissuti oltre 150 milioni di anni fa con tecniche fotogrammetriche tridimensionali
Mappa della profondità del campione ICNO.64 generata con il freeware CloudCompare a partire del modello 3D dell’orma. Il blu rappresenta le party più profonde, il bianco le più rilevate

È stato appena pubblicato sulla rivista Lathaia un lavoro dedicato a nuove impronte raccolte sulle scogliere della costa occidentale del Portogallo appartenenti a dinosauri teropodi e “coccodrilli” vissuti nel Giurassico superiore (“New dinosaur, crocodylomorph and swim tracks from the Late Jurassic of the Lusitanian Basin: implications for ichnodiversity” https://doi.org/10.1111/let.12402)

Il lavoro, coordinato da Matteo Belvedere (ricercatore presso il Dipartimento di Scienze della Terra) e guidato da Diego Castanera (postdoc presso l’Institut Català de Paleontologia Miquel Crusafont, Spagna), rappresenta il proseguimento dello studio della collezione della Sociedade de História Natural de Torres Vedras e della collaborazione tra ricercatori di istituzioni spagnole, portoghesi e italiane. Le impronte appartengono a diverse formazioni geologiche con un’età variabile tra il Kimmeridgiano e il Titoniano, rispettivamente il secondo e il terzo dei tre stadi stratigrafici in cui è diviso il Giurassico (circa 150-155 milioni di anni fa circa).

Nell’area del bacino portoghese sono stati ritrovati negli ultimi anni importanti resti di dinosauri teropodi e di altri rettili simili ai coccodrilli, a testimonianza della grande biodiversità di entrambi i gruppi. In questo ultimo lavoro le impronte sono state documentate e studiate con tecniche fotogrammetriche tridimensionali.

La ricerca ha permesso così di identificare 4 tipologie di orme di dinosauri teropodi (carnivori), con forme che vanno da piccole e gracili (inferiori a 10 centimetri di lunghezza) fino a giganti e robuste (alcune più lunghe di mezzo metro). Nella regione, sono state registrati più di 10 tipi distinti di ossa fossili di teropodi, una varietà più articolata se messa a confronto con il ventaglio di orme conosciute; tuttavia dinosauri diversi possono lasciare orme dalla forma molto simile, se non identica, rendendo le correlazioni orme-ossa non sempre di facile interpretazione.

La ricerca ha messo in evidenza anche altri risultati: sono state identificate un’orma parziale di sauropode (dinosauro erbivoro quadrupede) e un’impronta di un coccodrillo del genere Crocodylopodus, riconosciuta precedentemente in altre aree della penisola iberica (Aturie e Soria) ma per la prima volta anche in Portogallo.

Inoltre sono state individuate tracce lasciate negli spostamenti in acqua riconducibili probabilmente a rettili morfologicamente simili ai coccodrilli.

Questi nuovi ritrovamenti documentano come il bacino lusitanico sia uno dei luoghi con il maggior numero di impronte fossili del Giurassico Superiore, assieme alle Asturie (nord della Spagna), agli Stati Uniti e alla Svizzera.

 


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