Ricchi e poveri ai tempi dei Bitcoin

L'anonimato garantito dal protocollo della criptovaluta rende impossibile una qualsiasi forma di controllo da parte dello Stato e crea le condizioni ideali per l'affermazione di una società ultra liberista. E' quanto emerge da uno studio, svolto in collaborazione con l'Università di Pisa, che sarà illustrato in una miniconferenza durante la Notte dei Ricercatori
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I metodi di pagamento digitale avvengono tradizionalmente tramite carta di credito o online banking e il passaggio di denaro è intermediato da un server di fiducia della banca o istituzione finanziaria. Questo tipo di centralizzazione richiede un server affidabile, comporta cospicue commissioni e non garantisce l’anonimato degli utenti. Inoltre, sono richiesti molti rapporti di fiducia: l’acquirente si fida del venditore, entrambi si fidano della loro banca, le loro banche si fidano tra loro.

Bitcoin è la prima valuta digitale di massa ed è il primo esempio di economia di scala basata su criptovaluta. L’insieme di regole di comunicazione e scambio fra gli utenti qui funziona senza memorizzare le informazioni in un server centrale (come avviene per una banca), ma memorizzando e scambiando le informazioni in modo distribuito tra gli utenti, proprio come avviene nelle reti informatiche per lo scambio di file multimediali, secondo la logica del “peer-2-peer”

Usando questo protocollo, gli utenti possono informarsi sullo stato della rete e sul bilancio dei suoi utenti. Le transazioni sono organizzate nella cosiddetta Blockchain, una singola catena di blocchi di transazioni, il cui primo blocco, contente 50 Bitcoin, è il blocco di genesi creato da Satoshi Nakamoto il 3 Gennaio 2009. In particolare, a partire dal primo blocco, sono stati concatenati uno dopo l’altro altri blocchi in modo cronologico, dove ciascuno contiene un elenco di transazioni.

Ma come avviene la creazione e la concatenazione di questi blocchi? Quando gli utenti fanno delle transazioni, queste vengono da loro divulgate nella rete. Per esempio, l’utente Alice può dichiarare di voler fare un bonifico di 10 Bitcoin a Bob e di impegnarsi a pagare 10 Bitcoin più commissioni, come allo stesso modo Charlie può dichiarare di voler fare un bonifico a Dan di 3 Bitcoin impegnandosi a pagare 3 Bitcoin più commissioni e così via. Queste dichiarazioni di intenzioni vengono collezionate in blocchi da speciali utenti in ascolto, i miner.

I vari miner gareggiano tra di loro risolvendo dei puzzle complessi, per guadagnare il diritto di notificare al resto della rete che il blocco da loro raccolto è il prossimo blocco di transazioni da ritenere valido per tutti e a partire dal quale crescerà la successiva catena di blocchi. Dunque, se il miner ha sentito le intenzioni di Alice e Charlie nell’esempio sopra, memorizza queste dichiarazioni in un nuovo blocco e cerca di risolvere un puzzle difficile prima che ci riescano gli altri miner. Se ha successo, il blocco che ha preparato verrà accettato da tutti, guadagnerà le commissioni per le transazioni raccolte, tra cui quelle promesse da Alice e Charlie, e la catena di transazioni e la storia di Bitcoin procederà da quel blocco.

Una caratteristica distintiva di Bitcoin è che mette insieme aspetti tecnologici e economici, producendo interrelazioni interessanti tra gli aspetti tecnologici di un protocollo distribuito (migliorare e rendere scalabile il protocollo sopra decritto, migliorare i meccanismi di anonimato) e i fenomeni caratteristici dell’economia reale (la speculazione selvaggia, la fluttuazione del suo valore rapportato alle valute reali). L’anonimato garantito dal protocollo di Bitcoin rende impossibile una qualsiasi forma di controllo da parte dello Stato, rendendo la criptovaluta la moneta ideale di una società ultra-liberista. Analizzando i dati di tutte le transazioni di Bitcoin, che sono pubblicamente accessibili, abbiamo verificato, in una ricerca svolta in collaborazione con l’Università di Pisa, che gli utenti più ricchi tendono a rimanere gli stessi utenti e che la ricchezza si concentra anzi sempre di più nelle mani di pochi.


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