Unifi traccia il Bilancio di genere della Città Metropolitana

Lo strumento di analisi e di valutazione delle politiche pubbliche orientate all’equità tra i sessi è stato realizzato con il coordinamento scientifico dell'Ateneo
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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Nasce il primo “Bilancio di Genere della Città Metropolitana di Firenze e dei Comuni firmatari dell’Accordo Territoriale di Genere”, curato dall’Università di Firenze, frutto di uno studio sinergico che ha coinvolto insieme alla Metrocittà 39 Comuni, con il finanziamento di Regione Toscana attraverso il Fondo Sociale Europeo.

L’Ateneo fiorentino ha studiato la metodologia e proposto un format, i Comuni hanno raccolto e organizzato i dati per analizzare la dimensione di genere nei propri territori. Il risultato è uno strumento che consente attraverso la rilevazione dei dati di rilevare le diseguaglianze di genere  presenti nel territorio e, di conseguenza, di costruire azioni politiche più eque.

Il Bilancio è stato presentato lunedì 20 novembre 2023 a Palazzo Medici Riccardi: sono intervenuti il sindaco metropolitano Dario Nardella, la consigliera alle Pari opportunità della Città Metropolitana Angela Bagni e l’assessora regionale alle Pari opportunità Alessandra Nardini.  Maria Paola Monaco delegata Unifi all’Inclusione, diversità e benessere ed Enrico Marone delegato Unifi per il Bilancio – che hanno coordinato la ricerca – hanno illustrato in sintesi il percorso svolto.

Il progetto del Bilancio di Genere si propone di costruire una base informativa per realizzare future strategie di pianificazione politica, così da avviare azioni mirate a rafforzare l’integrazione e ridurre le disuguaglianze di genere – ha spiegato Maria Paola Monaco –. Tali azioni non rappresentano più solo dettagli, ma diventano l’essenza stessa dell’attività politica, evidenziando la centralità delle tematiche di genere.

La ricerca ha messo in luce, ad esempio, la situazione occupazionale femminile a Firenze, confrontandola con le altre città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Roma, Bari, Napoli). Alcuni dati, che provengono dal Bilancio di genere relativo alla Città Metropolitana di Firenze, mostrano quella fiorentina in prima posizione per il tasso di occupazione femminile (20-64 anni), con il 74,2%, a fronte del 55% registrato a livello nazionale e in crescita nel 2022 rispetto all’anno precedente. Firenze è anche la Città Metropolitana in cui si osserva una minore differenza tra tasso di occupazione femminile e maschile: 6,8 punti percentuali, inferiore alla media italiana di 12,9 punti.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione femminile, nel 2022 è pari al 6,3% (3,1 punti percentuale in meno rispetto alla media nazionale), portando Firenze in terza posizione dopo Bologna e Venezia. Tuttavia, Firenze è la città metropolitana a presentare la minor differenza tra il tasso di disoccupazione maschile e femminile (0,6% di differenza).

Ancora più incoraggianti sono i dati relativi al tasso di inattività femminile, che nel 2022 raggiunge il 26,2%: un valore inferiore di ben 17,4 punti percentuali rispetto alla media nazionale (43,6) e in diminuzione di 5,4 punti percentuali sul 2021. Inoltre, se ovunque l’indicatore mostra grandi differenze tra uomini e donne, a Firenze lo scostamento è relativamente contenuto: solo 5,4 punti percentuali, un valore inferiore alla media nazionale (18,2 punti).

Enrico Marone e Maria Paola Monaco durante la presentazione
Enrico Marone e Maria Paola Monaco durante la presentazione

“Questo primo Bilancio di genere – ha detto ancora Monaco – si propone di gettare le basi per future azioni, incluso l’ideare un Piano di uguaglianza  di Genere e integrare la metodologia attuale con un’analisi del bilancio economico comunale che classifichi le voci di bilancio ex ante secondo prospettive di genere. Questo approccio consentirà di individuare le risorse destinate alle pari opportunità di genere e valutare gli impatti degli interventi su uomini e donne.”

“Il progetto ha messo in luce la necessità di riclassificare il bilancio economico-finanziario in un’ottica di genere – ha sottolineato Enrico Marone – per garantire alle Amministrazioni un quadro di osservazioni oggettive per l’analisi e la valutazione delle sue scelte. Questa prima edizione del Bilancio di genere è un’indagine statica, ma occorre farla diventare dinamica per poter osservare i mutamenti e controllare l’efficacia delle azioni – ha aggiunto Marone – Intanto l’Università di Firenze intende creare un Osservatorio permanente sui Bilanci di genere, che rappresenti un punto di riferimento scientifico e metodologico”.

 


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