The Lancet Neurology ha dedicato un’intervista-profilo a Maria Pia Amato, docente di Neurologia presso il Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (Neurofarba).
La scienziata ha ripercorso alcuni temi cardine delle sue ricerche, sottolineando in particolare l’importanza della salute cognitiva nei casi di sclerosi multipla. “La salute cognitiva – spiega Amato nell’articolo – non è semplicemente assenza di patologie, ma la capacità di mantenere l’efficienza mentale e l’equilibrio emotivo nonostante il peso della malattia”.
“I deficit cognitivi nella sclerosi multipla – prosegue – non coinvolgono solo attenzione, memoria, velocità di elaborazione delle informazioni e funzioni esecutive, ma influiscono anche su motivazione e capacità di adattarsi. Proteggere le funzioni cognitive significa proteggere l’indipendenza, l’occupazione, la partecipazione sociale e la qualità della vita”.
Maria Pia Amato è direttrice della Struttura Organizzativa Dipartimentale di Neurologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi; dirige la Scuola di specializzazione di neurologia e ha coordinato il programma di Dottorato toscano in Neuroscienze. La sua ricerca, a carattere traslazionale, si concentra su vari aspetti delle malattie demielinizzanti del Sistema Nervoso Centrale, in particolare la sclerosi multipla e le malattie correlate.
Specializzatasi all’Università di Firenze, ha proseguito la sua formazione con studi di epidemiologia e studi clinici alla John Hopkins University (Baltimora, MD, USA) e poi all’Erasmus University di Rotterdam. Amato si è avvicinata alla sclerosi multipla a Firenze attraverso il suo mentore, Luigi Amaducci, che aveva istituito uno dei primi ambulatori in Italia dedicato ai pazienti affetti da questa malattia.
Amato, che è stata presidente del Comitato Europeo per il Trattamento e la Ricerca nella Sclerosi Multipla (ECTRIMS), ha guidato importanti studi epidemiologici basati sul Registro Italiano della Sclerosi Multipla e delle Patologie Correlate. È attualmente coinvolta nello sviluppo di linee guida internazionali per le funzioni cognitive nella sclerosi multipla e nell’iniziativa Global Patient Reported Outcomes for Multiple Sclerosis (PROMS), che sottolinea il valore dell’integrazione dei risultati cognitivi e delle misure riferite dai pazienti nella ricerca e nella cura.