Alle due sponde della cortina di ferro

Le culture del dissenso in Italia, Francia, Urss e la definizione dell’identità europea hanno caratterizzato un progetto di ricerca del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (Forlilpsi).

Un progetto caratterizzato dal pionieristico obiettivo di mettere a confronto le culture del dissenso non conformiste dell’ex blocco sovietico (con particolare riferimento alle realtà russe, ucraine e bielorusse) e quelle occidentali, con riferimento all’Italia e alla Francia.  Dall’incontro e dal confronto tra aree di ricerca affini ma al tempo stesso profondamente diverse e lontane è nata la sfida che ha dato origine al progetto di ricerca Alle due sponde della cortina di ferro: le culture del dissenso e la definizione dell’identità europea nel secondo Novecento tra Italia, Francia e URSS (1956-1991), i cui referenti scientifici sono Teresa Spignoli e Claudia Pieralli (rispettivamente coordinatrice e partner del programma di ricerca) del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia.

All’interno di un periodo storico chiaramente delimitato e che va dal 1956 – anno di inizio della destalinizzazione in URSS e in cui in Occidente per la prima volta si comincia timidamente a riflettere sulle contraddizioni e sui limiti del comunismo – al 1991 – anno del crollo dell’URSS –, è stato fondamentale per la ricerca definire tre campi di analisi e indagine principali: la collocazione geografica e la natura dei fenomeni di dissenso a livello internazionale (le geografie); i media attraverso cui si diffondono (i canali); la ricezione del dissenso sovietico in Italia.

Il profondo intrecciarsi di questi tre filoni, perfettamente esemplificato nel sito web www.culturedeldissenso.com che è stato il primo frutto del progetto stesso, ha permesso di evidenziare e riconoscere la nascita di analoghe forme di contestazione nei confronti dell’establishment culturale e politico che si manifestano in modo antitetico, ma speculare, in Francia e in Italia, in rapporto all’asse che separa il blocco orientale da quello occidentale.

Oltre al portale, nell’ambito del progetto – che ha visto la collaborazione di numerosi studenti, laureati, dottori e assegnisti di ricerca, ma anche studiosi e ricercatori già affermati tra cui Federico Fastelli e Francesca Fici dell’Ateneo fiorentino – sono stati prodotti altri due contributi di grande rilevanza scientifica: la miscellanea Alle due sponde della cortina di ferro. Le culture del dissenso e la definizione dell’identità europea nel secondo Novecento tra Italia, Francia e URSS (1956-1991) (a cura di F. Iocca, G. Larocca, G. Lo Monaco, C. Pieralli e T. Spignoli, goWare 2019) e il numero monografico della rivista “Between”, organo ufficiale dell’associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura, Le culture del dissenso in Europa nella seconda metà del Novecento (a cura di C. Pieralli e T. Spignoli, 10.19, 2020).

Il progetto di ricerca, finanziato dal Bando di Ateneo per il finanziamento di progetti competitivi per Ricercatori a Tempo Determinato (RTD) dell’Ateneo fiorentino per circa 40mila euro e da ulteriori fondi, è stato fecondo terreno di scambio e confronto con altre istituzioni universitarie, centri di ricerca e musei, nazionali e internazionali.

Molto si è fatto, ma tantissimo resta ancora da fare e riscoprire in questo ambito. L’indagine in ambito occidentale ha portato all’individuazione di una proficua area di ricerca nel rapporto tra la sperimentazione interartistica delle avanguardie e le strategie comunicative dei movimenti controculturali che si appresta a ricevere nuovi sviluppi grazie alla collaborazione con il MART di Trento e Rovereto e allo scambio con altre unità di ricerca a livello europeo.

L’indagine in ambito russo-sovietico di culturedeldissenso.com troverà a breve una sua continuazione e completamento nel nuovo portale scientifico e progetto Free Voices in Soviet Culture. Questo nuovo strumento, pubblicato da Firenze University Press e che si avvarrà di un comitato scientifico internazionale, sarà incentrato specificatamente sulle culture e i paesi dell’ex blocco sovietico e coordinato dalle Università di Firenze (Claudia Pieralli) e di Pisa, in partenariato con l’Università di Toronto, il Memorial Internazionale di Mosca e Bremen Forschungstelle OstEuropa.

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