Donne, carriera universitaria e lockdown

Su Nature Alessandra Minello, ricercatrice di Demografia sociale, sottolinea come il lavoro accademico sia incompatibile con l’accudimento di un figlio e lancia una proposta ispirata a una buona pratica del Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni per superare il "muro della maternità"
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata

Ha lanciato su Nature una proposta per superare il “muro della maternità” che penalizza la carriera accademica ancora di più in questa fase di “lockdown”. Alessandra Minello, ricercatrice del Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni (DiSIA) a Firenze, e madre di un bambino di due anni, si occupa di Demografia sociale. Studia le differenze di genere in Italia e in Europa, declinate in vari ambiti, tra cui fecondità, lavoro e tempo di cura.

“Mi sento come se fossi la mia materia”, scrive l’autrice nell’articolo dal titolo La pandemia e le donne dell’Accademia dove sottolinea come il lavoro all’università sia di fatto incompatibile con l’accudimento di un figlio. “L’avanzamento della carriera universitaria – spiega nell’articolo Minello che è anche tra le curatrici del Bilancio di Genere dell’Università di Firenze (2018) – dipende dal numero e dalla qualità delle pubblicazioni e dalla capacità di ottenere finanziamenti per progetti di ricerca”.

Su queste basi, se si è genitori e ancor di più se si è donne, l’ambizione si scontra con la realtà. E gli scenari legati al post Covid-19 sono ancora più foschi. Secondo la studiosa, infatti, come conseguenza del periodo di blocco, esiste il rischio concreto che si accentuino le disparità e le disuguaglianze di genere. “Guardando le pubblicazioni dei prossimi due anni – ha scritto – mi aspetto che emerga il vantaggio di chi non ha figli rispetto a chi è genitore”.

Archivio fotografico 123rf.com – Riproduzione riservata

Un’ipotesi che ha trovato ulteriori conferme nel vissuto di queste settimane in cui la sveglia suona sempre prima dell’alba per poter lavorare in silenzio e trovare la concentrazione necessaria. “La didattica è un dovere al quale non possiamo sottrarci – spiega a UnifiMagazine – poi ci sono le riunioni con i colleghi e il tempo per la ricerca è quasi inesistente”. E così le opportunità di crescita si assottigliano o, nella migliore delle ipotesi, si allontanano. “Tutto questo – spiega Minello – si traduce in una preoccupazione per il futuro e in uno sconforto diffuso che gli studi sociologici stanno evidenziando chiaramente”.

E non basta qualche misura per indirizzare le politiche del lavoro a favore dei genitori e delle donne. “Prendiamo il part time – aggiunge la studiosa fiorentina – può essere uno strumento per favorire l’accesso e la partecipazione delle donne al mondo del lavoro, ma può anche finire per aumentarne la segregazione”. Occorre piuttosto un cambiamento culturale profondo che si traduca “in un ripensamento del lavoro di cura che in Italia ricade perlopiù sulle donne come dimostra il fatto che i congedi parentali sono una prerogativa delle madri”.

A livello internazionale, in ambito accademico, qualche segnale è arrivato con la decisione di rimandare alcuni bandi. “Una forma di attenzione apprezzabile – commenta Minello – che va nella direzione di aiutarci”. Ma non basta. “La mancata riapertura delle scuole – prosegue – finirà per creare nuovi disagi e aumentare le disuguaglianze di genere”.

E così la demografa fiorentina ha maturato una proposta che è stata segnalata anche al Ministro Manfredi. “Si potrebbe valutare come congedo di cura ai fini della carriera universitaria l’attività di chi si è occupato di bambini, anziani o di qualsiasi componente della famiglia non autosufficiente in questa fase di blocco”.

Un’idea che trae ispirazione da una buona pratica del DiSIA dove il congedo viene tenuto da conto per l’assegnazione dei fondi di ricerca e dall’esperienza dell’Abilitazione Scientifica Nazionale dove il periodo di congedo parentale viene preso in esame. “Ho avuto un breve confronto con una commissaria della task force del ministero della Famiglia e delle Pari opportunità – conclude Minello – Magari qualcosa si muove”. Molto più di un auspicio in concomitanza con la festa del primo maggio.

 


COPYRIGHT: © 2017 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE.
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo post sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribution ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0).

Written By
More from Romeo Perrotta

Diventare cittadini migliori. L’Università in carcere

Il prossimo anno ricorrono i venti anni di attività del Polo Universitario...
Leggi di più