Eccellenza al femminile nell’innovazione della diagnostica

Il contributo del gruppo di ricerca coordinato da Maria Minunni è stato segnalato dalla rivista Analytical Bioanalytical Chemistry per il numero speciale dedicato a cento studiose di tutto il mondo.

E’ stata l’unica ricercatrice italiana invitata a presentare un contributo per il numero speciale dedicato a Female Role Models in Analytical Chemistry della rivista Analytical Bioanalytical Chemistry (ABC).

Maria Minunni, docente del Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”, ha risposto alla sollecitazione, rivolta a cento ricercatrici in tutto il mondo, con un articolo che ha dato conto dello sviluppo di innovativi metodi analitici basati sull’utilizzo di molecole sintetiche applicate alla diagnostica.

“L’attività del mio team, di cui fanno parte fra gli altri la ricercatrice Simona Scarano e gli assegnisti di ricerca Veronica Baldoneschi e Pasquale Palladino– spiega Minunni -, riguarda una nuova tipologia di recettori sintetici da associare alle proteine target di una serie di analisi”.

Il gruppo coordinato da Minunni si è infatti occupato dello sviluppo di un recettore biomimetico, polinorepinefrina, basato sulla tecnica dei polimeri a stampo molecolare (Molecularly Imprinted Polymers, MIP) in cui il biosensore utilizzato per le indagini – in questo caso la noreprinefina – viene messo a contatto con la molecola di interesse analitico per realizzare film dalle ottime prestazioni che competono con le sostanze comunemente utilizzate nei test diagnostici.

“I vantaggi dell’uso dei MIP – commenta la ricercatrice – stanno nella maggiore stabilità,  facilità di realizzazione, rapidità nell’ottenimento del recettore e bassi costi nello sviluppo e nella produzione rispetto ai recettori naturali”.

Il laboratorio fiorentino ha un’esperienza trentennale nella Risonanza Plasmonica di Superficie, tecnica con cui si studiano anche i MIP e ha recentemente acquistato – grazie al bando di Ateneo 2018 per le grandi strumentazioni – un’apparecchiatura di ultima generazione. L’impiego del nuovo polimero è già stato saggiato per svariate misure di interesse diagnostico in ambito clinico, ad esempio in riferimento all’infarto miocardico acuto, e nelle analisi antidoping, per individuare una sostanza vietata nella pratica sportiva.


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