Il grande viaggio delle specie dall’Ottocento ai giorni nostri

E’ avvincente come un giallo il racconto di una fase cruciale dello sviluppo del pensiero scientifico. Così ce lo restituisce un ampio documentario prodotto dal Museo di Storia naturale e realizzato da Stefano Dominici, responsabile della sezione di Geologia e Paleontologia.
Charles Darwin
Charles Darwin

Tra l’inizio e la metà dell’Ottocento prendono forma le teorie sull’evoluzione delle specie, che Darwin ha sistematizzato e diffuso nel suo “On the origin of species” nel 1859. Ma proprio Darwin, che ha il ruolo di primo piano in questa branca di storia della scienza, ha di fatto messo in ombra altri contributi e altre figure, oggi riconosciute come essenziali per lo sviluppo delle teorie evoluzionistiche. Fra queste l’italiano Giambattista Brocchi, a cui gli scienziati moderni hanno dato nuovo risalto.

Il lungometraggio ripercorre questo itinerario, tra volti e luoghi in cui il pensiero è maturato. Da poco disponibile su YouTube, ha a sua volta una storia interessante, come spiega Dominici.

Come è nata l’idea del documentario?

Niles Eldredge
Niles Eldredge

Da un’idea di Niles Eldredge, famoso paleontologo e biologo evoluzionista, che è venuto a Firenze in più occasioni. In particolare, nel 2009, per il centenario di Niccolò Stenone, ha partecipato al convegno “Da Stenone a Darwin” e abbiamo potuto constatare i nostri interessi comuni per una fase dello sviluppo del pensiero darwiniano e il suo rapporto con le teorie di Brocchi. Insieme abbiamo firmato, nel 2010, un articolo (“Brocchi, Darwin and Trasmutation: Phylogentics and Paleontology at the Dawn of Evolutionary Biology”) che richiama appunto l’attenzione sul fatto che il pensiero del giovane Darwin, tramite i suoi insegnanti e libri, ha preso sicuramente in considerazione le teorie di Brocchi.

Chi era Brocchi e perché è importante per la biologia evoluzionistica?

Giambattista Brocchi
Giambattista Brocchi

Giambattista Brocchi è stato un pioniere della geologia italiana e autore di una singolare teoria delle specie, contenuta nell’opera, pubblicata nel 1814, Conchiologia fossile subapennina, che raggiunse una fama europea e che fu adottata dal giovane Darwin come primo impianto teorico su cui lavorare. Brocchi conobbe molto bene i fossili e venne a Firenze per vedere le collezioni che ora custodisce il nostro Museo di Storia naturale. Troviamo traccia di questo viaggio, infatti, in un diario, manoscritto inedito. Brocchi paragona l’evoluzione delle specie al ciclo vitale degli individui, che invecchiano e muoiono; quindi le vede come sostanzialmente stabili e intuisce il valore di un ingrediente essenziale, il tempo geologico. Brocchi paragona l’evoluzione delle specie al ciclo vitale degli individui, che invecchiano e muoiono; concepisce l’idea che le specie abbiano un origine naturale, le vede morfologicamente stabili durante la loro esistenza e ribadisce il valore di un ingrediente essenziale, il tempo geologico. Il contenuto degli scritti di Brocchi, diffusi anche in Inghilterra, è presente nei “Principles of Geology” di Charles Lyell e, suo tramite, arriva a Darwin, nel corso della sua spedizione sul Beagle.  Ma Darwin cambiò poi la sua impostazione, sposando la teoria dell’evoluzione come gradualismo – teoria che il dato fossile, però, non conferma.

Tornando al documentario come è stata concepita la narrazione?

La voce principale è quella di Eldredge, che fa riferimento a quanto scrive nel suo volume del 2015 “Eternal ephemera” dove ripercorre, da Darwin fino ai nostri giorni, il pensiero evoluzionistico a cui lui stesso insieme a Stephen Jay Gould ha dato un importante contributo con la Teoria degli equilibri punteggiati (basata su un’ipotesi di una storia naturale in cui lunghi periodi di stasi delle specie sono intervallati da brevi periodi di rapida evoluzione). Alla voce principale di Eldredge, si affiancano la voce e l’opinione di altri importanti storici della scienza, tra i quali Martin Rudwick e Jim Secord, richiamando anche alcuni luoghi chiave della storia, come Edimburgo, dove Darwin studiò, Bahía Blanca in Argentina, dove osservò resti fossili di mammiferi estinti.

Anche Firenze e il Museo di Storia naturale hanno un parte nel video …

Un reperto delle collezioni paleontologiche del Museo di Storia naturale
Un reperto delle collezioni paleontologiche del Museo di Storia naturale

Certamente, anche se in modo indiretto, il documentario fa riferimento al valore scientifico e documentale delle nostre collezioni paleontologiche. Come dicevo, Brocchi venne a Firenze e qui trovò conferma di quello che stava cercando: le collezioni granducali e quelle di Targioni Tozzetti gli offrirono materiale che integrò dati e osservazioni raccolti da lui nei numerosi viaggi in Italia (era ispettore delle miniere). Brocchi incontrò il figlio di Targioni Tozzetti, Ottaviano e, fra l’altro, ebbe il merito di scoprire il tesoro costituito dall’Erbario Cesalpino. Insomma, è un invito a riscoprire e riappropriarci delle nostre collezioni!

 

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