Storie di una balena

Dal ritrovamento casuale nelle campagne pisane fino all'allestimento di una nuova apposita sala del Museo di Storia naturale, lo scheletro fossile di una balena del Pliocene è protagonista di un video che racconta anche di tante scoperte sul mondo marino di ieri e di oggi.

Tutto ha inizio nel novembre del 2006 nella campagna di Orciano Pisano, quando un giovane in cerca di conchiglie fossili diventa protagonista di una scoperta che mobiliterà una squadra di ricercatori e arricchirà notevolmente il patrimonio scientifico del Museo di Storia Naturale dell’ateneo fiorentino.

Scavando il terreno, infatti, il giovane porta alla luce due grosse vertebre che gli studiosi attribuiscono ad una balena vissuta nella preistoria – in particolare nel Pliocene – quando gran parte del territorio toscano era ricoperto dal mare.

Dopo una complessa operazione di recupero del reperto, ben spiegata e documentata dalle immagini, lo scheletro è stato trasportato nei laboratori e ricomposto: 10 metri di cetaceo fossile interamente conservato assieme al contesto sedimentario di giacitura. Accanto alla balena sono stati infatti rinvenuti altri reperti fossili come conchiglie, resti di pesci e invertebrati, che molto raccontano dell’ecosistema creatosi attorno alla carcassa dell’animale a 150 metri di profondità.

E’ proprio dallo studio della fauna associata al cetaceo che studiosi di varie università europee e statunitensi traggono importanti informazioni: in particolare, l’analisi delle ossa fossili mostra segni di erosione da parte di organismi che si nutrono dell’acido solfidrico prodotto dalla degradazione anaerobica dello scheletro. Grazie a tali analisi adesso sappiamo che questi organismi – che hanno un ruolo ecologico unico negli oceani – erano presenti anche milioni di anni fa nel mare pliocenico toscano. E’ stata quindi evidenziata una connessione ecologica ed evolutiva con altri ecosistemi ricchi di acido solfidrico. Ma come si sono evoluti questi organismi? C’è stato un salto evolutivo tra un tipo di ambiente marino e l’altro?

Queste le domande che paleontologi, biologi marini, zoologi ed ecologi si sono posti e a cui la comunità scientifica sta cercando di dare una risposta.

Il ritrovamento della balena di Orciano Pisano ha portato a conoscenze che aprono nuove prospettive di ricerca che necessitano di diversi profili professionali con competenze altamente specializzate; non a caso, tutte le sezioni del Museo di Storia Naturale sono state indispensabili per la gestione, lo studio e la comprensione del reperto.

Anche se non direttamente correlata al ritrovamento del cetaceo, la parte finale del documentario  offre un ulteriore spunto di riflessione sul grande mammifero e sul ruolo che riveste presso alcune popolazioni. Gli antropologi spiegano infatti che il significato culturale della balena è particolarmente interessante presso quei popoli la cui sopravvivenza dipende dalla caccia all’animale, come mostrano le collezioni – visibili presso il Museo di Storia Naturale – di manufatti, indumenti, oggetti di uso comune raffiguranti balene.

Disponibile anche con i sottotitoli in inglese, il documentario consente allo spettatore, “guidato” dai ricercatori, di osservare tutte la fasi di uno studio tanto spettacolare quanto rilevante per le tante discipline coinvolte.


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