Il Museo di Storia naturale partecipa a LifeWatch

Si tratta di una nuova infrastruttura di ricerca europea dedicata alla biodiversità e agli ecosistemi

Ruolo di primo piano per l’Ateneo nella  nuova infrastruttura europea di ricerca dedicata alla biodiversità e agli ecosistemi, LifeWatch-ERIC, l’ultima nata della famiglia delle quattordici infrastrutture di ricerca europee.

L’iniziativa – che coinvolge Italia, Belgio, Grecia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Slovenia – mira, attraverso l’utilizzo delle tecnologie informatiche, a garantire l’accesso a grandi quantità di dati sulla biodiversità, opportunamente standardizzati e resi fruibili, e vuole mettere a disposizione di ricercatori e decisori istituzionali strumenti e servizi che permetteranno la creazione di veri e propri ambienti di ricerca virtuali.

Il Museo di Storia Naturale dell’Ateneo partecipa  all’unità di ricerca nazionale (Joint Research Unit), coordinata dal CNR e finanziata dal MIUR, ed è anche responsabile di uno dei  Centri Tematici in cui si articola la parte italiana dell’infrastruttura, ovvero il Centro Tematico “Collezioni”. “Uno fra i principali compiti – spiega il presidente del Museo Guido Chelazzi  – è quello della creazione di interfacce digitali che rendano compatibili archivi e collezioni diversi dell’ampio e variegato sistema dei musei di storia naturale nazionali ed europei. Il fatto di essere stati scelti come capofila del sistema museale italiano nel campo della biodiversità testimonia della qualità del lavoro svolto in questi anni e della ricchezza del patrimonio custodito”.

“Le collezioni museali – continua Chelazzi – possono costituire una fondamentale risorsa per lo studio della biodiversità. Per meglio comprendere le attuali trasformazioni ambientali – caratterizzate anche dalla estinzione o diminuzione di specie animali, dalla variazione della distribuzione spaziale delle popolazioni o dall’amplificazione del fenomeno delle specie aliene – è essenziale poter disporre di informazioni regionali e diacroniche, che risalgono indietro nel tempo, come quelle ricavabili appunto dalle grandi collezioni scientifiche”.

“Le tematiche legate alla biodiversità – commenta il presidente del Museo – acquisiscono un valore sempre più cruciale in una società che si trova a dover armonizzare lo sviluppo economico di una popolazione globale in rapida crescita con esigenze di sostenibilità legate alla disponibilità delle risorse ambientali e alla conservazione della funzionalità degli ecosistemi”.

 

Written By
More from Duccio Di Bari

Nel Museo di Storia Naturale il primo esemplare di una pianta riscoperta in Malesia dopo 150 anni

La Thismia neptunis, singolare pianta tropicale raccolta nel Borneo un secolo e...
Leggi di più