Le cere anatomiche de La Specola in mostra a Milano

Nell'ambito di un progetto a cura di Fondazione Prada in collaborazione con il Sistema Museale d’Ateneo e il regista canadese David Cronenberg

Alla vigilia del 250esimo anno dalla istituzione de “La Specola”, alcuni tra i capolavori delle collezioni ceroplastiche anatomiche del diciottesimo secolo, volute dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Asburgo per consentire a chiunque secondo una concezione illuministica – non solo agli scienziati e agli studenti di Medicina – di accedere a un immenso patrimonio artistico e scientifico, sono al centro di un progetto di Fondazione Prada svolto in collaborazione con il Sistema Museale d’Ateneo e il regista canadese David Cronenberg.

Una delle quattro “veneri”

Il risultato è l’esposizione dal titolo “Cere anatomiche: La Specola di Firenze | David Cronenberg” che resterà aperta al pubblico fino al 17 luglio (Fondazione Prada – Largo Isarco, 2 Milano). Mai così tante opere della prestigiosa raccolta fiorentina avevano lasciato la città tutte insieme.

Si tratta di tredici ceroplastiche, scelte tra modelli anatomici femminili per mostrare il modo in cui il corpo delle donne è stato rappresentato per scopi scientifici, a cui fa da corredo un apparato grafico notevolissimo, composto da didascalie e da disegni appesi alle pareti nelle  immediate vicinanze dei modelli.

Le cere anatomiche in un frammento del corto di Cronenberg

Le cere del museo La Specola sono esposte seguendo un rigoroso approccio museale al primo piano del Podium, lo spazio espositivo principale di Fondazione Prada. Al piano terra, invece, le stesse opere – in particolare le quattro “veneri” – accendono l’immaginazione del regista David Cronenberg diventando protagoniste di un cortometraggio dal titolo “Four Unloved Women, Adrift on a Purposeless Sea, Experience the Ecstasy of Dissection” (Quattro donne mai amate, alla deriva su un mare senza scopo, sperimentano l’estasi della dissezione).

Il film, girato nei locali de La Specola, offre allo spettatore la fascinazione per il corpo umano, per la sua bellezza ma anche per la sua fragilità nelle sue possibili mutazioni e contaminazioni.

David Cronenberg_(ph. Flavio Pescatori)

Il progetto mette in dialogo una collezione storica e un’istituzione contemporanea, la narrazione scientifica e quella artistica, stimolando interpretazioni e letture molteplici.

D’altronde, distanti erano anche i percorsi da cui provenivano le maestranze tanto apprezzate dal Granduca di Toscana e dall’abate Felice Fontana, primo direttore del Museo La Specola, che originarono le cere anatomiche. Da una parte i grandi anatomisti, tra cui Paolo Mascagni, che si distinguevano per la straordinaria finezza e precisione nel lavoro di dissezione, dall’altra i ceroplasti come Clemente Susini ed Egisto Tortori che affinarono avanzatissime competenze nel trattamento della cera, combinando sostanze, trovando soluzioni tecniche.

L’allestimento presso Fondazione Prada consente a un pubblico allargato di indagare il prodotto di questa straordinaria collaborazione che, ovunque si voglia esplorare, porta a Firenze, alla sua artigianalità diffusa anche con riferimenti culturali interiorizzati. Le cere evocano le pose delle sculture giacenti di Michelangelo delle tombe medicee di San Lorenzo e quel senso diffuso di grazia e bellezza che hanno stimolato la fantasia di David Cronenberg.

 


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