Maestranze e committenti della Roma Tardo Barocca

Realizzato nell'ambito del progetto Alm@-DEH, il MOOV ricostruisce una vera storia sociale dell'arte, mettendo in luce la fitta rete di scambi e rapporti tra artisti, aristocrazia romana e straniera, ordini religiosi e altre istituzioni

Nella Roma del periodo tardo barocco la produzione artistica si intreccia strettamente con il potere, la committenza e il lavoro di numerose professionalità. Il MOOC Maestranze e committenti della Roma Tardo Barocca, realizzato nell’ambito del progetto Alm@-DEH, propone di esplorare questo mondo a partire dai rapporti che si instaurano tra chi commissiona, chi progetta e chi realizza le opere, attraverso alcuni casi studio significativi. Un percorso, quindi, che permette di osservare la produzione artistica come processo nel quale intervengono persone, istituzioni, competenze e interessi differenti.

Ne parliamo con gli autori: il professor Cristiano Giometti, Chiara Carpentieri e Antonio Marras del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università degli Studi di Firenze. 

Roma tardo barocca: perché un corso sul rapporto tra maestranze e committenti?

Abbiamo voluto andare oltre la semplice analisi dell’opera finita e ricostruire una vera storia sociale dell’arte, mettendo in luce la fitta rete di scambi e rapporti tra artisti, aristocrazia romana e straniera, ordini religiosi e altre istituzioni. Indagare le relazioni tra committenti e artisti, infatti, significa evidenziare le influenze dirette degli uni sugli altri e come queste impattano in maniera concreta sulla realizzazione e le caratteristiche delle opere. La scelta del tardo Barocco è particolarmente significativa perché rappresenta una forma di espressività artistica molto articolata e multiforme, sviluppatasi a partire da Roma e diffusasi successivamente in tutta la penisola, in Europa e anche oltre oceano. Studiare questo periodo attraverso i rapporti tra committenti e maestranze permette quindi di comprendere meglio i meccanismi che resero possibile questa ampia circolazione di modelli, artisti e competenze.

Che rapporto c’è tra le relazioni e l’opera finita?

Ogni opera è l’esito della collaborazione tra diverse figure e professionalità, ma con alcune distinzioni che è importante marcare: nel caso di un busto-ritratto, per esempio, è fondamentale il rapporto tra il ritrattista e l’effigiato, basato sulla ricerca della verità e sulla capacità di cogliere la vivezza e l’immediatezza dell’attimo rappresentato. Questo aspetto trova un esempio particolarmente significativo nell’arte di Gian Lorenzo Bernini. Nel caso di opere più complesse – come la decorazione di una grande volta, un monumento funebre o un ciclo decorativo d’interni – emerge invece una stretta collaborazione tra pittori, scultori e architetti.

I casi studio sono una parte importante del corso, come li avete scelti?

Abbiamo voluto mostrare concretamente la varietà della produzione artistica romana e, soprattutto, la diversità dei rapporti che potevano instaurarsi tra artisti, committenti e maestranze. L’analisi dei diversi cantieri romani, invece, consente di comprendere il ruolo centrale di Roma nel panorama artistico del periodo e in particolare come le scelte e la politica dei singoli pontefici abbiano orientato concretamente gli investimenti artistici e architettonici. Alcuni papi hanno infatti privilegiato opere di utilità pubblica come porti, carceri e tribunali, mentre altri hanno promosso la realizzazione di monumenti o il completamento e il restauro di cantieri precedentemente rimasti incompiuti: due orientamenti che, messi a confronto, restituiscono l’immagine di una committenza pontificia non uniforme e capace di adattare le proprie priorità al contesto politico e culturale di ogni pontificato.

Quanto hanno inciso le istituzioni e gli ambienti culturali sulla formazione degli artisti, sulla produzione delle opere e sulle relazioni tra i diversi soggetti?

Le istituzioni e gli ambienti culturali ebbero un ruolo fondamentale nella formazione degli

artisti, nella definizione del gusto e nella creazione di relazioni tra artisti, committenti e

intellettuali. In particolare, le accademie divennero veri e propri luoghi di socialità e di scambio, quasi dei salotti culturali nei quali si incontravano artisti, intellettuali e grandi mecenati. In questo senso contribuirono non soltanto alla formazione degli artisti e alla codifica di determinati modelli e orientamenti stilistici, ma anche alla costruzione della rete di relazioni che rendeva possibile la produzione artistica nella Roma tardo barocca.

Quali vantaggi vi ha dato lavorare su un formato digitale come quello del MOOC rispetto alla didattica tradizionale?

Il percorso digitale ci ha permesso di costruire una narrazione in cui le immagini non sono semplicemente illustrative, ma diventano parte integrante della spiegazione. Questo non ha reso quindi solo più efficace la didattica, ma può favorire una fruizione più autonoma e flessibile dei contenuti, permettendo ad ogni partecipante di seguire il percorso secondo i propri tempi e di ritornare sui materiali quando necessario.

Quale sguardo vorreste lasciare a chi completa il corso?

Il corso mira a lasciare uno sguardo più consapevole sulla produzione artistica della Roma tardo barocca, invitando a considerare le opere come l’esito di un processo complesso all’interno del quale l’arte recupera appieno la sua dimensione sociale e storica, nello specifico in una Roma che è un importante centro di produzione artistica e di circolazione di idee, artisti e competenze.

 

Elena Elia

 


COPYRIGHT: © 2017 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE.
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo post sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribution ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0).

Written By
More from redazione

Le migliori tesi Unifi di dottorato di ricerca

Consegnati al campus di Novoli i riconoscimenti per le migliori tesi di...
Leggi di più