Mare pulito, in porto arriva il dispositivo anti rifiuti

Il prototipo realizzato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIEF), in collaborazione con Arbi Dario SpA, recupererà la spazzatura galleggiante nei pressi degli attracchi navali
Il dispositivo WoW solution (acronimo di Waste Out of Water)

A caccia di rifiuti per rendere il mare più pulito. È questa la missione green della WoW solution – acronimo di Waste Out of Water – prototipo di un dispositivo per la pulizia delle acque del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIEF), realizzato grazie al sostegno e in collaborazione con la Arbi Dario Spa, che ha cofinanziato all’Ateneo fiorentino una borsa di dottorato per lo svolgimento della ricerca dal titolo “Design, progettazione e industrializzazione di soluzione meccanica per la raccolta del marine litter in ambito portuale”.

Questa sinergia ha prodotto già un significativo traguardo in relazione alle politiche di trasferimento tecnologico dell’Ateneo, con il deposito del brevetto in co-titolarità con King Spa, Holding della Arbi Dario Spa.

Il dispositivo WOW Solution è stato presentato dal ricercatore Alessandro Ridolfi e dal dottorando Guido Lazzerini, in occasione dei Dialoghi sulla Natura a Montecatini Terme, evento organizzato dall’Associazione di Tutela Ambientale Blue Resolution in collaborazione con Arbi Dario SpA, riscontrando interesse per le sue caratteristiche innovative e l’utilità funzionale nella sua applicazione.

“Il dispositivo agisce in maniera simile ad alcuni skimmer installati nelle piscine, è in grado cioè di filtrare e raccogliere i rifiuti galleggianti sullo strato superficiale delle acque marine – spiega Alessandro Ridolfi, ricercatore di Meccanica Applicata alle Macchine e coordinatore del team di ricerca di cui fanno parte i giovani studiosi Lorenzo Bartalucci, Jonathan Gelli, Guido Lazzerini (il vincitore della borsa di Dottorato) e Gherardo Liverani –. Insieme ad Arbi Dario Spa abbiamo puntato a migliorarne il funzionamento. Il dispositivo, installato su banchina o su pontile, dispone di una pompa subacquea che aspira il materiale e lo trasporta in un contenitore posizionato sulla terraferma”.

“Il prossimo stadio – prosegue il ricercatore – sarà l’installazione di sensori che misurino la quantità di rifiuti raccolti e verifichino se il bilancio energetico sia positivo in rapporto al lavoro di pulizia svolto. Per garantire la massima efficienza, a differenza di altre tecnologie, la pompa di WoW funziona a potenza variabile in base alla presenza o alla prossimità dei rifiuti da aspirare”.

Sempre in ottica di sostenibilità, il team Unifi (che comprende fra gli inventori anche Andrea Della Valle, Cosimo Fredducci e Benedetto Allotta) intende dotare l’apparecchio di un’alimentazione ibrida, affiancando alla rete anche un contributo rinnovabile, attraverso l’installazione di un sistema fotovoltaico o eolico. Inoltre, per massimizzare il bilancio energetico, in futuro potrebbe essere installata una microturbina a valle della pompa, con l’obiettivo di recuperare energia idroelettrica dall’acqua aspirata con i rifiuti e restituita al mare.

“Al momento WoW è in grado di raccogliere materiale in plastica – conclude Ridolfi – ma il nostro obiettivo è di renderlo capace, con i filtri opportuni, di ripulire il mare anche da altri inquinanti galleggianti, come olii e idrocarburi”.


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