Prevenire la denutrizione negli anziani con problemi cardiaci

E' l'obiettivo del progetto europeo Ambrosia, coordinato dall'Ateneo, che si propone di migliorare il funzionamento cognitivo e il declino della massa muscolare dei soggetti a rischio attraverso un nuovo alimento a base di probiotici e nutrienti chiave
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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Prevenire la malnutrizione negli anziani affetti da insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale, attraverso lo sviluppo di prodotti alimentari contenente una miscela di ceppi probiotici ed un cocktail di micro e macronutrienti.  E’ questo l’obiettivo di AMBROSIA (Microbiota-Inflammation-Brain axis in heart failure: new food, biomarkerS and AI Approach for the prevention of undeRnutrition in Older), un progetto europeo coordinato dall’Ateneo fiorentino che ha ottenuto un finanziamento di circa 1 milione e 200mila euro nell’ambito del programma ERA-HDHL- “Development of targeted nutrition for prevention of undernutrition for older adults (PREVNUT)”.

“Nei pazienti anziani con problemi cardiaci, la malnutrizione è strettamente legata all’infiammazione – spiega Amedeo Amedei, immunologo e docente di Scienze tecniche di medicina di laboratorio – il risultato è un circolo vizioso di denutrizione, infiammazione e deperimento”. “Poiché l’infiammazione è a sua volta correlata alla salute della microflora batterica – prosegue Amedei – modellare la composizione del microbiota intestinale con un alimento a base di probiotici, arricchito con nutrienti chiave (fibre, proteine idrolizzate, coenzima Q10), potrebbe essere un approccio efficace e sicuro per migliorare il funzionamento cognitivo e il declino della massa muscolare scheletrica in questi pazienti”.

Il progetto, ideato in collaborazione con Stefano Fumagalli, docente di Medicina Interna, ed Edda Russo, entrambi del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, prevede di sperimentare la realizzazione di  un alimento specifico sotto forma di “barretta” anche con la partecipazione di due piccole medie imprese – una italiana e una tedesca.

Il ruolo di Unifi sarà quello di coordinare l’intero progetto e di effettuare uno studio clinico sull’efficacia dell’alimento, e il laboratorio di “Immunologia e Microbiota” diretto da Amedeo Amedei, approfondirà la relazione “asse microbiota-immunità”, analizzando la popolazione batterica intestinale e l’assetto infiammatorio.

Fanno parte della rete europea anche l’IdISBa, Foundation Health Research Institute delle Isole Baleari (Spagna) e la Northumbria University (Regno Unito) che si occuperanno della rilevazione di particolari biomarcatori lipidici e metabolici predittivi di malnutrizione. Infine, la Section of Food and Nutrition, School of Agriculture and Food Science della University College di Dublino (Irlanda) valuterà l’assorbimento degli alimenti in vitro.

 


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