Progetto ConCura, una sinergia per azzerare il rischio infarto

UniFi insieme a AOU Careggi in un innovativo modello di gestione dei pazienti
Incontro di presentazione degli obiettivi raggiunti dal progetto ConCura - 15 giugno 2026, AOU Careggi

Cosa succede quando la ricerca universitaria si apre al territorio e usa quei dati, in sinergia con il Sistema Sanitario Nazionale, per potenziare il percorso di cura dei cittadini?

La risposta sta nei positivi risultati di ConCura, un progetto pilota promosso dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica di UniFi e dalla SOD Malattie Aterotrombotiche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi (AOUC) di Firenze con il contributo non condizionante di Novartis.

L’infarto e l’ictus sono tra le primissime cause di morte in Occidente, e il colesterolo LDL alto ne è il principale fattore causale. Eppure, analizzando i dati della Regione con ARS Toscana, i ricercatori di UniFi, guidati da Rossella Marcucci, docente di Medicina Interna del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze e Direttrice della SOD Malattie Aterotrombotiche di AOU Careggi, hanno rilevato un dato preoccupante: più della metà dei pazienti toscani ad alto rischio ha livelli di colesterolo fuori controllo, molto lontani dalle linee guida internazionali.

La ricerca UniFi ha attivato una strategia di iniziativa per intervenire con tre step innovativi. Una prima fase di formazione e “screening” attivo: i medici di Medicina generale, formati dal team universitario, hanno individuato tra i loro assistiti i soggetti più a rischio e con colesterolo fuori target. Quindi attraverso una corsia preferenziale creata ad hoc, questi pazienti sono stati presi in carico dal centro specialistico di Careggi per azzerare il rischio e ottimizzare la terapia. Una volta stabilizzati, i pazienti sono stati riaffidati al proprio medico per la gestione quotidiana, in un’ottica di rete.

I risultati segnano una tappa importante per la medicina del territorio. Con questo protocollo, infatti, il 100% dei pazienti ad altissimo rischio cardiovascolare inseriti nel programma ha raggiunto i livelli di colesterolo di sicurezza. L’obiettivo terapeutico è stato centrato e solo nel 23% dei pazienti è stato necessario aggiungere farmaci di secondo livello. Nella stragrande maggioranza dei casi è bastato far dialogare la ricerca con la medicina generale, con una svolta non solo clinica, ma politico-sanitaria ed epidemiologica.

Gli obiettivi raggiunti dal progetto ConCura sono stati presentati il 15 giugno 2026, presso l’AOU Careggi in un incontro. “ConCura nasce dalla necessità di tradurre le evidenze scientifiche in un percorso concreto, condiviso con il territorio e sostenibile per il Servizio Sanitario”, sottolinea Rossella Marcucci. “Il valore del progetto non risiede soltanto nel risultato clinico, ma anche nel modello organizzativo proposto – continua Marcucci. – Il progetto dimostra come la ricerca universitaria possa contribuire in modo diretto alla gestione della sanità pubblica, trasformando dati epidemiologici e conoscenze scientifiche in percorsi operativi capaci di collegare medicina generale, specialistica ospedaliera e gestione territoriale della cronicità. Non abbiamo semplicemente prodotto nuova scienza, abbiamo sviluppato uno strumento utile nel quotidiano delle persone.”

L’Ateneo si è fatto carico di un problema strutturale della sanità pubblica, creando un ponte inedito tra i medici di famiglia, la ricerca d’avanguardia e l’ospedale. ConCura non è quindi solo un progetto di ricerca finalizzato alla riduzione di futuri eventi cardiovascolari, ma si propone come modello di ricerca e integrazione clinica che dimostra come l’università possa concretamente contribuire a ridisegnare la sanità del futuro.


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