Biodiversità, la resilienza delle mangrovie

I primi risultati delle azioni per la conservazione di uno degli habitat più particolari della Terra sono oggetto di uno studio internazionale con la partecipazione dell’Ateneo.

Le foreste di mangrovie, uno degli ecosistemi più a rischio del nostro pianeta, rallentano la loro corsa verso l’estinzione. Lo afferma uno studio internazionale pubblicato su Current Biology, a cui ha partecipato per l’Italia UNIFI, insieme ad altri 23 atenei e istituti di ricerca di tutto il mondo (“Mangroves give cause for conservation optimism, for now” https://doi.org/10.1016/j.cub.2019.12.054).

Tra la fine del secolo scorso e l’inizio del 21esimo secolo il tasso di perdita delle mangrovie, tipiche piante che crescono nei litorali bassi delle zone tropicali, si è ridotto da una forbice che va dall’1 al 3 % all’anno, a percentuali che variano dallo 0,3 allo 0,6 % annui.

Il lavoro del team, guidato dall’Università di Singapore, trae spunto dalla quinta conferenza internazionale sulle mangrovie, tenutasi nel 2019 nella città-stato a sud della Malesia. “I dati – affermano Stefano Cannicci e Sara Fratini, rispettivamente docente e ricercatrice di Zoologia presso il Dipartimento di Biologia dell’Ateneo fiorentino – inducono ad un cauto ottimismo circa lo stato di conservazione delle foreste di mangrovie. La riduzione del tasso di perdita globale – continuano Cannicci e Fratini, che fanno parte del Mangrove Specialist Group dell’International Union for Conservation of Nature (IUCN) – deriva dal miglioramento del monitoraggio e dall’accesso ai dati, ma anche da azioni di gestione e salvaguardia di questi ecosistemi, che svolgono un ruolo molto importante, ad esempio nella protezione dall’erosione costiera e dalle tempeste, nella funzione di filtro naturale per l’inquinamento o nello stoccaggio del carbonio”.

Ma la minaccia su questi straordinari ecosistemi al confine tra terra e mare non è finita: nemici delle mangrovie continuano a essere l’acquacoltura, la coltivazione del riso, le bonifiche per lo sviluppo industriale e portuale. E anche la riabilitazione è a rischio se le mangrovie vengono piantate in aree non adatte o se per il rinfoltimento vengono usate specie non native.


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