Alzheimer, una piccola molecola per una nuova strategia terapeutica
Su Nature Communications ricerca realizzata con il contributo di un gruppo di biochimici del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche
Su Nature Communications ricerca realizzata con il contributo di un gruppo di biochimici del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche
Lo studio del Dipartimento di Fisica e Astronomia, pubblicato da Nature Astronomy, permette per la prima volta di misurare l’espansione dell’Universo andando indietro nel tempo fino a circa un miliardo di anni dopo il Big Bang.
Scoperto come comunicano due gruppi di cellule del sistema nervoso centrale, gli astrociti e la microglia. Approfondire la conoscenza dell’interazione potrà contribuire a comprendere i meccanismi alla base delle patologie neurodegenerative.
Un team interdisciplinare del Sistema Museale di Ateneo, del dipartimento di Biologia e dell’Ibimet-CNR lavora da anni ad una lettura naturalistica delle opere d’arte e ha appena realizzato una guida dedicata a Palazzo Vecchio.
I ricercatori fiorentini hanno esaminato le condizioni in cui vive questa rara farfalla, ricavando le azioni per garantirne la conservazione.
Le tartarughe giganti vivono molto a lungo e sono un modello eccellente per studiare le caratteristiche della longevità, ma le informazioni sull’evoluzione del loro genoma sono scarse. Un team internazionale ha decodificato quello di un esemplare molto particolare.
Si deve a un team Unifi la scoperta di una nuova variante di composti inibitori dell’anidrasi carbonica, l’enzima che favorisce nei tumori il meccanismo di crescita delle cellule malate ed è coinvolto nello sviluppo di molte altre malattie.
Realizzato da un team del Dipartimento di Scienze della Terra il primo sistema al mondo di allerta veloce delle eruzioni vulcaniche in via di svolgimento. Un’ora di preavviso, fondamentale per la sicurezza.
Uno studio su Nature, al quale hanno partecipato ricercatori dell’Università di Firenze e della Ca’ Foscari di Venezia, spiega gli effetti a ‘due velocità’ tra corrente del Golfo e il clima dell’Antartide. Un tassello fondamentale per capire gli scenari futuri legati ai cambiamenti climatici.
Uno studio del Dipartimento di Scienze della Terra, pubblicato sulla rivista Catena, ha ricostruito la fisionomia del corso d’acqua e l’età dei terrazzi fluviali, indagando sui sedimenti contaminati dall’attività estrattiva del monte Amiata