Le ‘architetture’ di Giorgio La Pira

La lezione di Paolo Grossi, presidente emerito della Corte Costituzionale, in occasione della presentazione dei primi tre volumi dell’Edizione Nazionale delle opere di Giorgio La Pira, promossa dall’omonima Commissione ministeriale costituita presso la Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. I volumi sono pubblicati dalla Firenze University Press, casa editrice dell’Ateneo fiorentino.
Paolo Grossi
Paolo Grossi

 

1 – Giorgio La Pira giurista-architetto; 2 – Alle prese con le ‘architetture’ del diritto romano; 3 – 1939: ‘Principî’: una Rivista, un progetto ‘architettonico’; 4 – Dopo ‘Principî’ e prima della ‘Costituente’: nuove fondazioni per un edificando assetto democratico; 5 – Assemblea Costituente: La Pira protagonista nella costruzione della Repubblica; 6 – Le ‘architetture’ del Sindaco di Firenze; 7 – La Pira oggi: un esempio (e un mònito) per armare la nostra disarmata attualità.

 

1 – Certamente, Giorgio La Pira non ha mai frequentato una Facoltà di Architettura, ma è stato un grande anche se singolare architetto. Sì, singolare, perché, non avvalèndosi di pietre calce cemento, bensì di valori principii idee progettuali, è stato un ammirevole forgiatore di architetture. E lo dimostrano i suoi tanti scritti dove ‘architetto’, ‘architettonico’, ‘architettura’ sono fra i termini più frequentati dalla sua penna (e, in vita, dalla sua bocca).

Con questa necessaria precisazione: non si è mai trattato di sogni né – tanto meno – di illusioni, ma di disegni storicamente realizzabili sia pure in un futuro lontano; ed è proprio questo il segno inconfondibile di chi è dotato di spirito profetico. Oggi, è privilegio di chi pensa alla complessa opera lapiriana nel 2019, a più di quaranta anni dalla sua morte e dopo che il trascorrere del tempo ha cancellato ogni scoria di passioni e di umori, riconoscerlo quale profeta, uno che aveva – con la sua vista aguzza – prefigurato futuri svolgimenti.

Forgiatore di architetture! È l’impostazione agevolata in Lui da una educazione giuridica profondamente sentita e avvertita come decisivo contributo alla sua interiore caratterizzazione. Studente nella messinese Facoltà di Giurisprudenza inizia con piena convinzione il suo noviziato giuridico convinto di avere nella conoscenza del diritto, nell’essere ‘giurista’, uno strumento prezioso di lettura del mondo sociale e una preziosa arma intellettuale. La Pira coglie subito la valenza primaria della scienza giuridica, di essere cioè squisitamente ordinante, di ridurre a ordine il caos sociale. Ritornando al tema della nostra lectio, si potrebbe affermare: di ridurre movimenti e sommovimenti della società in architetture.

Questo fa e farà sempre Giorgio La Pira in tutti i diversi momenti della sua umana vicenda, sempre sorretto dalla sua statua interiore di giurista, risorsa su cui sa di poter contare quale fonte di serena fermezza sul piano umano.

 

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La presentazione dell’Edizione Nazione delle Opere di Giorgio La Pira si è svolta martedì 14 maggio 2019, nell’Aula Magna dell’Università di Firenze, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.


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