Rinascerà il giardino storico di Villa La Quiete

Il finanziamento del restauro arriva attraverso i fondi del PNRR

Rinascerà il giardino storico di Villa La Quiete: il finanziamento del restauro arriva attraverso i fondi del PNRR. Villa La Quiete, di proprietà della Regione Toscana e in concessione all’Università di Firenze, fa parte del Sistema Museale di Ateneo, che provvede alla sua gestione e fruizione.
Unifi ha partecipato al bando del Ministero della Cultura “Proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini storici” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e ha ottenuto l’intero finanziamento richiesto, cioè circa un milione e ottocentomila euro. Sarà così possibile aprire al pubblico per la prima volta e in via permanente il Giardino voluto nel Settecento da Anna Maria Luisa, detta l’Elettrice Palatina e ultima discendente dei Medici.
«Questo risultato è il frutto del lavoro congiunto tra i colleghi del Sistema Museale dell’Ateneo, dell’Area Edilizia e della Comunicazione, in collaborazione con alcuni docenti UNIFI – sottolinea Marco Benvenuti, presidente del Sistema Museale di Ateneo -. Il finanziamento consentirà di ricostituire un importante tassello culturale fiorentino in un contesto, quello di Villa La Quiete, già caratterizzato da alcune peculiarità tutte al femminile di assoluta unicità».

La Quiete è a tutti gli effetti una Villa Medicea: qui hanno vissuto le Granduchesse Cristina di Lorena e Vittoria Della Rovere, oltre all’ Elettrice Palatina, figure che hanno notevolmente contribuito ad arricchire il patrimonio artistico della Villa. In parallelo la Villa già dal Seicento, e fino a quasi tutto il Novecento, ha ospitato l’educandato femminile delle Montalve, una congregazione laica dedita all’istruzione delle giovani nobili fiorentine tra le più moderne e longeve d’Europa.

«Il Giardino, realizzato dal 1724 al 1727 a spese dell’Elettrice Palatina che voleva dotare la Villa e l’educandato femminile di uno spazio verde adeguato, nella tradizione dei grandi giardini medicei come quello di Castello – spiega Lucilla Conigliello, direttrice tecnica del Sistema Museale di Ateneo -, ha mantenuto il suo assetto settecentesco, conservando la struttura pensile e buona parte dei suoi arredi».

Tra questi vi sono le fontane della “Samaritana” e del “Noli Me Tangere”, rispettivamente di Gioacchino Fortini e Sigismondo Betti, i vasi in cotto imprunetino di Clemente Vantini e la grotta con i giochi d’acqua e le spugne, un tempo decorata con animali in stucco e piombo, oggi perduti. Anche le dotazioni botaniche, concepite con la consulenza del capo giardiniere di Boboli, Sebastiano Rapi, hanno conservato il disegno settecentesco delle siepi in bosso e della straordinaria Ragnaia, un rarissimo boschetto di lecci ad alto fusto utilizzato per l’uccellagione, nel quale erano stese le cosiddette “ragne”, reti utilizzate per cacciare gli uccellini attratti dal fresco e dall’ombra delle piante.
Grazie al finanziamento PNRR si prevede innanzitutto la messa in sicurezza del percorso di visita e delle porzioni architettoniche, con il restauro dei paramenti lapidei delle fontane, delle panchine, degli sgabelli e della terrazza con le sue dotazioni decorative ancora originali.
Sono poi previsti numerosi interventi sulla componente botanica, in particolare sul disegno delle siepi in bosso, sul ripristino e l’incremento della complessità naturale e paesaggistica e, soprattutto, sul restauro arboreo della Ragnaia. Sulla base dei documenti settecenteschi presenti nell’Archivio della Villa si provvederà al recupero del Giardino dei Fiori dell’Elettrice, alla reintroduzione delle specie erbacee officinali della Spezieria e all’integrazione delle collezioni di agrumi e frutti antichi, contribuendo sensibilmente al potenziamento della biodiversità e dell’entomodiversità.
Sarà analizzato e restituito al pubblico l’esame dei servizi ecosistemici, nei termini di riduzione dell’inquinamento ambientale, regolazione del microclima, generazione di ossigeno e tutela della biodiversità, in linea con i valori ambientali guida del PNRR.
Si prevede poi una serie di azioni di valorizzazione, con la progettazione di eventi, mostre, video, podcast e programmi didattici di sperimentazione e coinvolgimento attivo del pubblico, la produzione di segnaletica e materiale testuale e audiovisivo a supporto degli ausili alla visita, con particolare attenzione alla predisposizione di forme alternative per assicurare un’adeguata esperienza di visita alle persone in condizione di disabilità motoria, sensoriale e cognitiva.

«L’intervento si propone insomma di rendere fruibile ed assicurare l’integrità di un bene di eccezionale importanza storica, botanica e paesaggistica che mai prima d’ora è stato aperto alla collettività e di farne una risorsa in termini di conoscenze storico-artistiche scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali – aggiunge Benvenuti -. Il Giardino, una volta restaurato contribuirà notevolmente ad arricchire l’offerta museale di Villa La Quiete, che si configura sempre più come museo dell’Elettrice Palatina e che già oggi comprende un patrimonio variegato e ricco con le sale affrescate dell’Appartamento di Anna Maria Luisa, la Chiesa della SS. Trinità, l’antica Spezieria e la Sala dei Capolavori, che espone opere di Botticelli e Ghirlandaio».


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