“La verità conta” è il tema del 25° anniversario della rete globale Scholars at Risk (SAR), impegnata dal 2000 a offrire rifugio temporaneo a docenti e ricercatori “a rischio”, provenienti da Paesi dove la libertà accademica non è garantita e dove la loro personale incolumità è minacciata.
In occasione di questo storico traguardo, l’Università di Firenze riafferma con forza il proprio impegno a tutela della libertà di ricerca e dei valori democratici, attraverso un articolo pubblicato sulla pagina UNIFI Include.
Come membro della Rete SAR, nel 2026 l’Ateneo ospita due studiosi a rischio, dando loro l’opportunità di proseguire le loro ricerche e arricchire l’intera comunità con nuove prospettive di crescita e cooperazione internazionale.
La Rete SAR è composta da 530 università presenti in 41 Paesi che condividono la preoccupazione per i limiti posti alla libertà accademica e di ricerca in Stati governati da regimi illiberali. Tra le sue attività si annoverano anche azioni di advocacy (tutela dei diritti e sensibilizzazione internazionale) attraverso l’organizzazione di seminari e la produzione di report specifici su temi connessi alla violazione della libertà di pensiero e di disseminazione della conoscenza critica.
“L’adesione di Unifi alla Rete SAR riflette il nostro impegno a favore della libertà accademica e della solidarietà internazionale – dichiara la delegata a Inclusione e diversità Maria Paola Monaco –. Accogliere studiosi a rischio significa rafforzare il ruolo dell’Università come luogo di scambio tra esperienze, culture e prospettive diverse, nonché promuovere una cultura di pace e rispetto dei diritti umani”.
La partecipazione alla Rete SAR si inserisce nelle politiche di inclusione di Unifi. Attraverso il servizio UNIFI Include, infatti, l’Ateneo promuove quotidianamente l’equità e il benessere con supporti personalizzati per disabilità e DSA, spazi inclusivi e servizi di consulenza psicologica. Inoltre, con l’adesione al Manifesto dell’Università Inclusiva dell’UNHCR, Unifi facilita l’accesso allo studio e l’integrazione di studenti rifugiati e richiedenti asilo, valorizzando la diversità come motore di innovazione.