Medicina di precisione contro il tumore al seno, un anticorpo illumina le cellule malate

Sviluppato dalle ricercatrici del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica insieme a un altro anticorpo selettivo, che provoca la morte delle cellule cancerose
Da sinistra: Annarosa Arcangeli, Claudia Duranti e Jessica Iorio

Un team di ricerca interamente al femminile del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica (DMSC) ha sviluppato un approccio preclinico innovativo e integrato, che unisce chirurgia di precisione e nuove strategie di terapia mirata ed è potenzialmente utilizzabile per il trattamento del tumore al seno.

A partire da un “padre” comune, creato per individuare e colpire solo le cellule tumorali, il team ha realizzato due nuovi anticorpi specifici.

“Da un lato abbiamo sviluppato una tecnologia di imaging molecolare intraoperatorio basata su un anticorpo ricombinante fluorescente capace durante l’intervento di ‘illuminare’ solo le cellule caratterizzate dal complesso proteico hERG1/β1 integrina, che si trova unicamente in quelle tumorali” spiegano Annarosa Arcangeli, Claudia Duranti e Jessica Iorio, ricercatrici del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, che hanno realizzato lo studio.

“L’anticorpo facilita l’identificazione dei margini di resezione, ossia la distanza tra il bordo di un tumore asportato chirurgicamente e il tessuto sano circostante, e riduce il rischio di un ulteriore intervento chirurgico”.

Il risultato prodotto da questa ricerca è stato oggetto di un brevetto internazionale già depositato lo scorso novembre dall’Ateneo.

“Parallelamente – aggiungono – il gruppo del DMSC ha sviluppato un nuovo anticorpo trispecifico in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali con hERG1/β1 integrina grazie ai recettori TRAIL (acronimo di TNF-related apoptosis-inducing ligand, ndr), inducendo la morte programmata delle cellule tumorali. Una volta che l’anticorpo si è legato alla cellula bersaglio, infatti, viene innescato un processo biologico di morte cellulare chiamato apoptosi. L’anticorpo mostra efficacia in modelli di carcinoma mammario, inclusi i sottotipi più aggressivi”.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics della collana AACR, dal titolo “Antineoplastic Activity of a Novel Trispecific Single-Chain Antibody Targeting the hERG1/β1 Integrin Complex and TRAIL Receptors”. (doi.org/10.1158/1535-7163.MCT-24-0646), di cui Arcangeli è corresponding author e Duranti prima autrice.

L’integrazione tra diagnostica intraoperatoria e terapia mirata rappresenta un esempio concreto di approccio teragnostico (che combina diagnosi per immagini molecolare e terapia di precisione tramite radiofarmaci) applicato alla medicina di genere – concludono Arcangeli e Duranti –: un ulteriore passo in avanti compiuto da Unifi verso una strategia innovativa che mira a interventi chirurgici più precisi e terapie più selettive.


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