La sostenibilità dei sistemi agricoli e forestali rappresenta oggi uno dei nodi centrali per lo sviluppo ambientale, economico e sociale a livello globale. Agricoltura, foreste e filiere agroalimentari sono infatti al tempo stesso risorse strategiche e settori profondamente esposti agli effetti del cambiamento climatico e alle trasformazioni dei modelli di consumo.
Il MOOC Sostenibilità dei sistemi agricoli e forestali, realizzato nell’ambito del progetto Alm@-DEH e aperto gratuitamente a tutti sulla piattaforma Ipazia dell’Università di Firenze, propone una lettura integrata di queste dinamiche, con un approccio che combina scienze ambientali, agronomia, economia, politiche europee e strumenti di valutazione della sostenibilità, come ci raccontano gli autori, i professori Simone Orlandini, Fabio Boncinelli, Leonardo Verdi, Mario Mauro, Leonardo Casini e Nicola Lucifero del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI).
Professor Orlandini, come nasce l’idea di questo MOOC e quali sono le principali sfide contemporanee che avete voluto affrontare?
Il MOOC ci è sembrato fin da subito un’ottima occasione per portare all’evidenza del grande pubblico l’insieme delle diverse competenze che ogni giorno agiscono all’interno del DAGRI. Il tema della sostenibilità è stato il veicolo perfetto per far capire che l’agricoltura moderna è un “universo” di temi e non si ferma alla sola produzione agricola, comunque l’elemento più evidente, ma coinvolge discipline agronomiche, economiche e giuridiche nella gestione del territorio e dell’ambiente. Abbiamo preso principi tradizionali, come il concetto di fertilità del suolo — da sempre linea guida per mantenere la capacità produttiva nel tempo — e li abbiamo attualizzati per fornire all’opinione pubblica dati concreti che spesso sfuggono. Il tema del consumo responsabile, ad esempio, è fondamentale per tutti i cittadini ed è alla base di una sostenibilità più larga, che parla di salute, rispetto dell’ambiente e delle persone: tutto è questo è Agraria, e speriamo con questo MOOC di averlo messo in evidenza.
È per questo che il corso adotta un approccio integrato che spazia dall’agronomia e l’agrometeorologia alle strategie di adattamento e mitigazione, dall’economia circolare alla bioeconomia e all’evoluzione delle politiche agricole europee?
Esattamente. Il problema che oggi si trova ad affrontare l’agricoltura non è più solo quello di produrre tonnellate di alimenti, ma di essere efficiente, tenendo conto di tanti vincoli, come la necessità di ridurre le emissioni, la salvaguardia del territorio, il mantenimento della fertilità del suolo, la conservazione della biodiversità. Le decisioni che i professionisti si trovano a prendere sono quindi sempre più complesse e richiedono conoscenze trasversali e interdisciplinari. Ma è importante che quello che sta dietro ad un ortaggio del supermercato lo conosca anche chi va a fare la spesa, poiché alla fine sono i consumatori che orientano il mercato attraverso la domanda, e questa deve essere realistica e consapevole. Un conto è l’agricoltura di nicchia dell’orto o del prodotto tipico, un conto è l’agricoltura che deve sfamare 9 miliardi di persone.
Perché un MOOC rivolto come target primario agli studenti delle scuole secondarie?
Il MOOC in realtà parla tanto agli studenti di oggi e di domani (e più specificamente all’ecosistema che comprende anche i loro insegnanti e le loro famiglie) che a volte hanno un’immagine incompleta dell’agricoltura e della pluridisciplinarietà che sta dentro il DAGRI, quanto a tecnici, professionisti e consumatori. Per questo, accanto a una parte più divulgativa, c’è tutta una parte tecnica. Il nostro obiettivo è stato far passare il messaggio che le competenze necessarie per far funzionare l’agricoltura moderna sono qui, dal campo fino al prodotto trasformato e immesso sul mercato.
Un’attenzione particolare è dedicata alla valutazione della sostenibilità, alle certificazioni ambientali e alla prevenzione del greenwashing. Perché questi temi sono centrali nel dibattito contemporaneo?
Si tratta di tre temi particolarmente caldi per tutti i pubblici del MOOC. Ad esempio, il tema della certificazione: ci sono indicatori già disponibili che hanno superato lo scalino della ricerca scientifica e si trovano sul mercato. La “banale” impronta di carbonio, usata nella ricerca per dare indicazioni sull’impatto ambientale di un determinato prodotto, adesso si trova anche sulle etichette dei prodotti, ma più in un’ottica promozionale che informativa. Un modo per valorizzare un impegno che alcuni produttori hanno assunto. Il greenwashing è un tema spesso conosciuto solo per “sentito dire”: anche in questo caso abbiamo voluto riempire la parola di contenuti per evitare opinioni semplicistiche e manichee.
Quali competenze critiche vi augurate il MOOC aiuti gli studenti a sviluppare?
L’agricoltura è un processo produttivo che non gode dei vantaggi della standardizzazione dei metodi di produzione dell’industria. Per questo studiare agraria non significa imparare formule e procedimenti, quanto piuttosto acquisire una cassetta di strumenti (agronomici, chimici, pedologici, economici, biologici) e imparare a usarli, adattandoli di volta in volta ai cambiamenti. L’obiettivo è saper fare in modo che ciò di cui una coltura ha bisogno arrivi nel modo giusto, in relazione alle specifiche condizioni ambientali e in modo flessibile rispetto a ciò che accade all’esterno, ad esempio i cambiamenti climatici.