Biodiversità e resilienza delle coltivazioni nel Mediterraneo

Al via il progetto coordinato da un’unità di ricerca del Dipartimento di Biologia che potrà dare indicazioni su come preservare e valorizzare la produzione di legumi.
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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La produzione di legumi nell’area del Mediterraneo in futuro potrà essere migliorata, per preservare la biodiversività e aumentare la resilienza. A questo obiettivo punta il progetto europeo Legu-Med, coordinato dall’unità di ricerca del Dipartimento di Biologia guidata da Federico Martinelli.

Il progetto triennale vede la partecipazione di 10 centri di ricerca di 8 paesi europei e di un partner privato e conta su un finanziamento complessivo – a cui contribuisce anche il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – pari a 1,2 milioni di euro.

Il lavoro del network di ricerca – spiega il ricercatore – sarà dedicato allo studio dei geni che caratterizzano le varietà di legumi originarie delle diverse regioni del Mediterraneo e all’identificazione dei nuovi genotipi di ceci e lenticchie più adatti all’agricoltura basata sulla biodiversità. Inoltre – prosegue Martinelli –, ci occuperemo dei servizi ecosistemici necessari per mantenere la fertilità del suolo e ridurre al minimo l’uso di composti chimici sintetici, ma anche delle strategie per garantire un reddito soddisfacente e costante ai coltivatori”.

Per raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti – conclude il ricercatore – il progetto utilizzerà un processo partecipativo così da coinvolgere gli stakeholder del settore nell’individuazione e nella messa in atto di soluzioni innovative basate sul principio della biodiversità delle specie genetiche dei legumi e degli habitat nei quali vengono coltivati”.


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