Cambiamento climatico: cosa rischiamo veramente? 

Il primo appuntamento dell'edizione 2020/21 degli "Incontri con la città", previsto per domenica 15 marzo, è stato annullato nel rispetto delle indicazioni governative relative all’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di Coronavirus.
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata

C’è una buona regola che si applica a tante attività umane che comportano rischi importanti: programmare sempre, in vista dell’ipotesi peggiore. E’ quello che facciamo tutti quando allacciamo la cintura di sicurezza prima di metterci in viaggio in macchina: se tutto andrà bene non ci servirà a niente, ma se dovessimo avere un incidente, potrebbe salvarci la vita. Per il cambiamento climatico siamo di fronte a un problema con tante incertezze, ma con prospettive inquietanti, nel caso si verificassero delle ipotesi sperabilmente improbabili, ma non impossibili. Per questo dobbiamo programmare il nostro futuro in vista anche di queste possibilità.

E’ utile quindi esaminare che cosa ci dice la scienza del clima riguardo a queste “ipotesi peggiori”. L’approccio è basato sull’ambito dei “sistemi complessi,” una categoria che comprende gli ecosistemi, gli organismi viventi, i sistemi auto-organizzati e, ovviamente, l’intero ecosistema terrestre.

E’ utile vedere l’ecosistema come un sistema complesso sottoposto a una varietà di forze esterne, inclusa quella causata dalle attività umane, al momento di certo la più importante. Scopriremo allora come gli esseri umani non hanno soltanto aumentato la concentrazione del biossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera, ma anche profondamente alterato le catene trofiche della biosfera, deforestando e sterminando intere specie animali. Tutto questo sta scatenando una serie di reazioni e l’ecosistema sta cominciando a muoversi lungo una traiettoria che al momento non riusciamo a prevedere con esattezza, ma che potrebbe concretizzare alcune ipotesi che possiamo definire senz’altro come “peggiori.”

Su questa visione del futuro, i dati del passato sono fondamentali. E’ necessario allora capire come le trasformazioni che l’ecosistema terrestre ha subito in ere remote possono darci un’idea di quello che ci attende. Non vi aspettate che sia facile, ma non è nemmeno impossibile!


COPYRIGHT: © 2017 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE.
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo post sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribution ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0).

More from Silvia D'Addario

Come individuare in fase precoce le possibili recidive del tumore al seno

Grazie alla metabolomica, un genere di analisi basata sulla risonanza magnetica nucleare,...
Leggi di più