Dentro la magia nera del mondo antico

Una ricerca finanziata dall'Ateneo ha indagato i formulari legati ai riti magici di maledizione, attraverso l'analisi linguistica e storico-culturale di reperti in lingua greca

Il progetto “La magia aggressiva nel mondo antico: lessico e formulario dei testi in greco”, finanziato dall’Ateneo di Firenze nel 2016 con circa 40mila euro, è un progetto interdisciplinare che ha avuto come scopo l’analisi delle caratteristiche linguistiche dei testi magici di maledizione in lingua greca.

Coordinato da Francesca Murano, docente di Glottologia e Linguistica, e Francesca Maltomini, docente di Papirologia e direttore dell’Istituto Papirologico «Girolamo Vitelli», il progetto ha affrontato una parte specifica della magia antica: la magia aggressiva, volta al danneggiamento dell’avversario, ovvero, per usare un’espressione comune, la magia ‘nera’.

La pratica della magia aggressiva nel mondo antico è nota da fonti letterarie e da testimonianze dirette, rappresentate da due grandi classi di reperti: le cosiddette tabellae defixionum – laminette di piombo su cui si scriveva il testo di maledizione – e i papiri magici, in parte assimilabili alle tabellae, in parte, invece, contenenti le ricette magiche che spiegavano come il rito dovesse essere compiuto. Queste testimonianze, che nel loro insieme coprono un arco cronologico e geografico decisamente ampio, ci informano quindi sul funzionamento del rito magico (vale a dire: su come si faceva l’incantesimo) e sui risultati che ci si aspettava.

Il rituale magico comprendeva una componente linguistica di recitazione e scrittura delle formule incantatorie e una componente materiale di preparazione e manipolazione degli oggetti da usare nel rito la cui efficacia è fondata su un principio di analogia, come accade, in ambito similare, per la magia voodoo.

L’elemento verbale ha costituito il fulcro della nostra indagine. Lo strumento che rende efficace la magia aggressiva è, infatti, la forza incantatrice della parola, la cui conoscenza attribuisce, a chi ne è in possesso, il potere di piegare gli altri alla propria volontà – spiegano Murano e Maltomini -. La nostra ricerca ha approntato studi aggiornati e innovativi in ambito linguistico e storico-culturale. In particolare, abbiamo puntato a chiarire il funzionamento e i criteri di selezione delle strategie lessicali messe in atto nei testi magici aggressivi, oltre ai meccanismi pragmatici sottostanti la veicolazione e l’espressione di questa tipologia testuale, la cui varietà è riconducibile a filoni di tradizione diversi.

Una parte del progetto è stata infatti dedicata ai modelli di trasmissione del sapere magico, delineando i procedimenti e l’atteggiamento con cui le ricette magiche erano raccolte, copiate, confrontate e modificate.

I risultati della ricerca, per i quali si rimanda al sito dedicato, serviranno da base per studi futuri di settore e potranno essere integrati a livello interdisciplinare, in primis con i risultati della ricerca storica ed antropologica, potenziando in questo modo la ricerca innovativa e ‘di frontiera’ cui mirano i programmi dell’Unione Europea.

 

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