Food packaging e innovazione

Il MOOC realizzato nell'ambito del progetto Alm@-DEH offre una panoramica aggiornata su un settore in continua trasformazione: dai materiali alle tecnologie di fabbricazione, fino agli aspetti normativi e sensoriali
Foto di AlbanyColley (Pixabay)

Il packaging ha un ruolo fondamentale nel garantire qualità, sicurezza, conservazione e sostenibilità dei prodotti alimentari lungo l’intera filiera. Il MOOC Food Packaging e Innovazione, realizzato nell’ambito del progetto Alm@-DEH e disponibile gratuitamente sulla piattaforma Ipazia, offre una panoramica aggiornata su un settore in continua trasformazione. Ne abbiamo parlato con i curatori: la professoressa Sara Spinelli e il professor Bruno Zanoni del Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze e il professor Fabio Licciardello del Dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Come è nata l’idea di dedicare un mooc al food packaging e perché oggi il confezionamento è strategico quando si parla di qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti alimentari?

Il packaging, oggi, non è più un semplice contenitore, ma una componente del prodotto alimentare: un buon sistema di confezionamento protegge l’alimento durante la filiera, ne preserva la qualità e la sicurezza, contribuisce a ridurre gli sprechi e comunica informazioni fondamentali al consumatore.

Negli ultimi anni il settore ha subito una profonda evoluzione, spinta dall’innovazione tecnologica, dalle esigenze ambientali e da un quadro normativo in trasformazione. Per questo abbiamo realizzato un corso che fornisse una visione aggiornata e multidisciplinare del food packaging, rivolta sia a studenti sia a professionisti.

Il corso spazia dai materiali alle tecnologie di fabbricazione, fino agli aspetti normativi e sensoriali. Qual è la visione del packaging che avete voluto trasmettere e quali sono le principali sfide che il settore sta affrontando?

Abbiamo voluto dare una visione sistemica del packaging. Non esiste infatti un materiale o una soluzione migliore in assoluto: ogni scelta dev’essere il risultato di un equilibrio tra protezione dell’alimento, sostenibilità ambientale, fattibilità industriale, costi, requisiti normativi ed esigenze del consumatore.

Tra le principali sfide ci sono la transizione verso materiali più sostenibili, la riduzione dell’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita dell’imballaggio, l’integrazione di tecnologie innovative, come il packaging attivo e intelligente, e l’adeguamento alle nuove normative europee.

Quali competenze operative e capacità decisionali vi attendete che i partecipanti abbiano acquisito al termine del corso?

Il corso mira a fornire conoscenze teoriche e ad aiutare a sviluppare una capacità critica nella scelta delle soluzioni di confezionamento. 

La progettazione di un packaging efficace deve partire sempre dal prodotto: ogni alimento ha caratteristiche specifiche che richiedono livelli diversi di protezione nei confronti di ossigeno, umidità, luce o contaminazioni.

Allo stesso tempo, oggi non è più possibile progettare un imballaggio senza considerare la sostenibilità. Questo significa scegliere soluzioni che riducano l’impatto ambientale senza compromettere la sicurezza e la shelf-life del prodotto, trovando un equilibrio tra esigenze diverse: un materiale più sostenibile potrebbe offrire prestazioni inferiori, oppure richiedere costi maggiori o nuove modalità di gestione del fine vita. 

Come avete progettato il percorso per creare un’esperienza formativa accessibile e utile anche dal punto di vista professionale? 

Il percorso parte dai concetti fondamentali e arriva progressivamente ai temi più avanzati, utilizzando esempi concreti, casi di studio e applicazioni reali. Il formato MOOC permette a ciascuno di seguire il corso secondo i propri tempi e le proprie esigenze. È una modalità particolarmente efficace anche per chi già lavora e desidera aggiornare le proprie competenze senza dover seguire un percorso tradizionale in presenza.

Guardando al futuro, quali innovazioni e cambiamenti ritenete avranno il maggiore impatto sul settore, e come possono le università contribuire a formare le competenze necessarie per affrontarli?

Il settore continuerà a evolversi molto rapidamente. Assisteremo allo sviluppo di nuovi materiali, soluzioni riciclabili, biodegradabili o ottenute da fonti rinnovabili, oltre a tecnologie di packaging attivo e intelligente capaci di monitorare lo stato del prodotto e contribuire a ridurre gli sprechi. Il quadro normativo europeo richiederà un ripensamento della progettazione degli imballaggi in un’ottica sempre più orientata all’economia circolare.

Le università hanno il compito di formare professionisti capaci di affrontare questa complessità, integrando competenze scientifiche, tecnologiche, normative e ambientali, di dialogare con discipline diverse e di prendere decisioni basate su un approccio multidisciplinare e orientato all’innovazione.

 

Elena Elia


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