Quando la robotica ascolta la voce dei bambini

Una ricerca del Biomedical and Robotics Lab ha vinto il Best Paper Award alla IEEE Engineering in Medicine and Biology Conference
Da sinistra: Filippo Cavallo, Marco Vincenzo Maselli e Erika Rovini

Il Biomedical and Robotics Lab dell’Ateneo fiorentino ha vinto il Best Paper Award durante la IEEE Engineering in Medicine and Biology Conference 2026 (EMBC) a Toronto (Canada) grazie a un lavoro di squadra al quale hanno collaborato ingegneri, psicologi e medici.

Il paper è stato presentato da Marco Vincenzo Maselli, dottorando del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIEF), ed è stato anche finalista nella Student Paper Competition nella stessa conferenza.

Il team Unifi che ha effettuato la ricerca è stato coordinato da Filippo Cavallo, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale e responsabile del Lab, ed è composto – oltre che da Maselli – da Laura Fiorini ed Elena Adelucci del DIEF.

All’indagine ha partecipato anche la docente Chiara Pecini del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia (FORLILPSI).

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto Fit4MedRob e si è avvalsa della collaborazione dell’IRCCS Fondazione Stella Maris, con i ricercatori Stefano Scatigna, Giuseppina Sagandurra, Maria Chiara Di Lieto e Benedetta De Lucchesse.

Lo studio premiato, intitolato “Evaluating Vocal Dynamics in Children using a Neuromorphic Approach”, è stato riconosciuto come il migliore su una selezione di oltre duemila lavori scientifici provenienti dai più importanti centri di ricerca del pianeta.

Propone un approccio neuromorfico per l’analisi delle dinamiche vocali nei bambini, contribuendo allo sviluppo di nuove metodologie per la valutazione dei segnali vocali e di biomarcatori in ambito biomedico.

“L’ingegneria neuromorfica riguarda sistemi hardware e software ispirati alla struttura biologica e al funzionamento del cervello umano – spiega Cavallo –. Secondo la nostra ricerca, l’ascolto e la decodifica delle micro-variazioni della voce infantile possono contribuire all’identificazione di nuovi biomarcatori in ambito biomedico, aprendo la strada a metodi di valutazione e diagnosi sempre più precoci, non invasivi e personalizzati”.


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