Come stanno gli oceani? Te lo dice la Barchetta magica

Si tratta di un drone alimentato da energia solare in grado di raccogliere dati ambientali sui cambiamenti climatici e sull’inquinamento. Il prototipo è stato realizzato in collaborazione dai Dipartimenti di Ingegneria dell’informazione e Ingegneria industriale
La barchetta magica

Una barca a vela alimentata dall’energia solare e a guida autonoma, in grado cioè di pianificare e attuare tutte le azioni necessarie per navigare e centrare l’obbiettivo, progettata con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute delle aree marine protette. “Barchetta magica”, questo il nome del prototipo, patrocinato dai Dipartimenti di Ingegneria Industriale e di Ingegneria dell’Informazione, è stato presentata nel marzo scorso ad Abu Dhabi al World Ocean Summit, l’appuntamento annuale dell’Economist, dove rappresentanti della comunità scientifica, politica e della finanza internazionali hanno fatto il punto sulle iniziative da intraprendere per salvaguardare mari e oceani.

A presentare le funzionalità del veicolo è stato il giovane studioso Marco Montagni che ha dedicato al progetto la propria attività di studio e di ricerca, suscitando curiosità e interesse degli addetti ai lavori.

Nel realizzare il prototipo, Montagni è stato affiancato dai ricercatori Luca Pugi ed Enrico Boni, e ha potuto contare sulla collaborazione dello spinoff d’Ateneo AM3 e del Centro di Ricerca Interuniversitario di Aerodinamica delle Costruzioni e Ingegneria del Vento dell’Ateneo fiorentino.

La “Barchetta magica” può considerarsi un drone tecnologicamente avanzato. Dispone di un sistema anticollisione integrato da una rete neurale con intelligenza artificiale e di un anemometro, lo strumento utilizzato per misurare la velocità e la direzione del vento, che funziona ad ultrasuoni, è ultraleggero e garantisce un tempo di risposta quasi immediato. I pannelli fotovoltaici, integrati nella coperta dell’imbarcazione, assicurano un’autonomia di una settimana, a fronte di sei ore di esposizione al sole.

I margini di miglioramento del prototipo sono ancora importanti. Il team di ricercatori dei dipartimenti di Ingegneria Industriale (DIEF) e di quello di Ingegneria dell’Informazione (DINFO) stanno lavorando adesso all’ottimizzazione di alcune componenti del veicolo, grazie al contributo della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze nel 2017 nell’ambito del progetto VELA (Veicolo Eolico Leggero Autonomo).

Intanto la “Barchetta magica” si prepara a salpare. A settembre sarà protagonista di una traversata transoceanica che partirà dalle Canarie con destinazione Cuba. Una sfida che aiuterà il team fiorentino a far conoscere il proprio progetto in tutto il mondo.

 


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