Un modello per la misurazione dell’innovazione organizzativa e tecnologica integrata

Oltre sei anni di sperimentazione del Laboratorio internazionale congiunto tra Unifi e Stato Maggiore Aeronautica Militare “Strategic Human Resource Management for Innovation ” portano a compimento delle linee di intervento applicabili in ogni tipo di organizzazione.
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Più di 30.000 persone coinvolte, appartenenti a oltre 100 tra pubbliche amministrazioni, aziende e soprattutto il corpo dell’Aeronautica Militare, per disegnare una strategia di misurazione delle prestazioni di innovazione organizzativa e tecnologica integrata

È il bilancio, destinato a crescere ulteriormente, dei sei anni di sperimentazione del Laboratorio internazionale “Strategic Human Resource Management for Innovation – SHRMxI” coordinato dall’Università di Firenze – sotto la guida scientifica di Carlo Odoardi – e dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare in collaborazione con Università di Bordeaux, Bruxelles, Madrid e Montreal. Il progetto, nato nel 2014, ha maturato un modello di intervento a supporto delle organizzazioni che vogliono essere competitive in termini di comportamento innovativo sia del management che degli individui. La sintesi dei risultati ottenuti nell’ambito del Laboratorio sono stati pubblicati nel testo “Capacità di innovazione organizzativa: strategie di ricerca-intervento” edito dalla Casa editrice internazionale Hogrefe.

Il progetto di ricerca è partito nel 2005 coinvolgendo organizzazioni pubbliche, PMI (piccole e medie imprese) e aziende Multinazionali e nel 2014 è stato specificatamente applicato nel contesto del corpo militare italiano, con la partecipazione di oltre 10.000 dipendenti. Il lavoro dei ricercatori ha affrontato gli aspetti su cui devono basarsi gli interventi: i rivolti psico-sociali, la misurazione dell’innovazione attraverso specifici indicatori di performance, il clima organizzativo e la costruzione di nuovi modelli di leadership per l’innovazione, i processi attuati necessari da sviluppare per valorizzare il patrimonio umano e le competenze organizzative e tecnologiche che esso può esprimere per promuovere l’innovazione stessa nei contesti di lavoro.

La sperimentazione si è svolta anche nel quadro di un progetto europeo, ORBETEC (ORganisational BEhaviour with new TEChnologies: a human resources management model for industry 4.0) sostenuto dal 2018 dal Programma Marie Curie (Horizon 2020) e realizzato in una multinazionale leader nel settore Aerospace con sedi in USA, Germania e Italia.

“Anche se il contesto è quello della trasformazione digitale, spesso inteso come investimento tecnologico, al centro di un ciclo continuo e virtuoso dell’innovazione ci sono le persone e dunque la misurazione della performance innovativa e la relativa formazione hanno un ruolo essenziale, per lo sviluppo delle capacità di trasformazione e di adattabilità e per l’evoluzione delle competenze manageriali e definizione di nuovi modelli di  leadership che devono saper guidare tali processi – spiega Odoardi, che ai risultati della sperimentazione ha dedicato pubblicazioni su riviste scientifiche –. Così, se già all’inizio della nostra sperimentazione ci siamo occupati di coworking e smart working, gli scenari che si aprono sono quelli delle smart organization, cioè di organizzazioni agili, con un approccio centrato sulla People Strategy per la valorizzazione del patrimonio umano strettamente collegato allo sviluppo dei processi di innovazione”. 

 


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