Un progetto per la biodiversità animale

E' dedicato a tre razze bovine autoctone e prevede scambio di buone pratiche per valorizzare la filiera dall’allevatore al consumatore.
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Si chiama INNOCALVANA ed è un progetto appartenente al Programma di Sviluppo Rurale (PSR 2014-2022) del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr), finanziato dal Gruppo di Azione Locale START.

Realizzato dai Dipartimenti di Scienze dell’Economia e dell’Impresa (DISEI) e di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI), il progetto ha l’obiettivo di preservare la biodiversità animale di una razza bovina cosiddetta “reliquia” – in quanto a rischio di estinzione – originaria dei monti della Calvana, una zona speciale di conservazione della rete Natura 2000.
L’obiettivo è infatti quello di sviluppare per la razza Calvana una filiera corta che garantisca reddito agli allevatori, prodotti di alta qualità ai consumatori e benefici a livello ambientale.

Oltre ad interventi di zootecnia – come la razionalizzazione della dieta dei bovini – il progetto mira al miglioramento dei processi di vendita diretta, al potenziamento delle capacità di auto organizzazione degli allevatori e al coinvolgimento del consumatore, cui è garantita massima trasparenza, tracciabilità della filiera e sostenibilità economica.
A livello ambientale gli obiettivi si concentrano sulla conservazione della biodiversità animale e la preservazione dell’agroecosistema agrario nell’area di allevamento.
Una delle azioni prevede lo scambio di buone pratiche tra gruppi di allevatori che fronteggiano le stesse difficoltà legate all’allevamento di razze autoctone più adattate all’ambiente montano appenninico ma meno produttive delle razze cosmopolite. Calvana, Garfagnina e Cabannina sono le tre razze la cui filiera è stata studiata per organizzare lo scambio di conoscenze.
Filo conduttore di queste attività è la comunicazione: il referente del progetto per il DISEI, Gianluca Stefani, spiega infatti che “trattandosi di tre razze locali dislocate in piccole aree prevalentemente montane, è indispensabile innescare un’azione collettiva fondata sullo scambio di buone pratiche. Attraverso incontri, eventi e altre iniziative, gli allevatori devono confrontarsi, raccontare le proprie esperienze, fare emergere le criticità e i problemi incontrati. In pratica, devono fare rete e agire come un soggetto collettivo”.

Il progetto INNOCALVANA ha previsto per questi motivi la realizzazione di tre video – uno per ciascuna razza bovina – in cui allevatori, veterinari e esercenti illustrano le caratteristiche della razza, evidenziano eventuali problemi, descrivono le peculiarità dei prodotti. Ma ciò che più emerge da queste testimonianze, è l’elevato grado di coinvolgimento degli attori nel recupero di razze che caratterizzano il territorio e che sono radicate nella memoria delle comunità locali.

Guarda i video [a cura del Laboratorio Multimediale dell’Università di Firenze]


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