Un traguardo di rilievo internazionale premia la ricerca scientifica dell’Ateneo fiorentino: lo scorso 12 maggio è stata ufficialmente concessa la registrazione del brevetto americano per il dispositivo dal titolo “Air sanitation device by emission of a barrier of ultraviolet radiation in an air flow”. Depositato sul finire del 2020 e nato dalla stretta collaborazione tra l’Università e l’Istituto Nazionale di Ottica del CNR (INO-CNR), il progetto porta la firma dei ricercatori e inventori Franco Fusi, Giovanni Romano, Guido Toci e Barbara Patrizi.
La concessione del brevetto da parte dell’ufficio federale responsabile della concessione dei brevetti e della registrazione dei marchi (USPTO – United States Patent and Trademark Office) conferma l’originalità e il valore tecnico dell’invenzione, superando uno dei processi di valutazione più rigidi a livello internazionale. Il traguardo offre importanti opportunità di sviluppo sul mercato statunitense, rafforzando il posizionamento internazionale della ricerca fiorentina.
Una barriera invisibile e sicura
Sviluppata per rispondere alla drammatica sfida della salute pubblica emersa con l’emergenza pandemica da SARS-CoV-2, l’invenzione punta ad abbattere la carica microbica e virale aerea in maniera ultra-efficiente. A differenza delle classiche lampade germicide a ultravioletti, le cui radiazioni sono pericolose per la cute e per gli occhi in quanto capaci di raggiungere lo strato germinativo del DNA e indurre mutazioni, questo dispositivo offre un profilo di sicurezza estremamente più elevato per l’uomo.
Il sistema realizza una vera e propria barriera invisibile di radiazione UVC da interporre tra persone e nel range di 200-230 nanometri – emessa da lampade ad eccimeri o, in futuro, da LED – che risulta letale per i microrganismi ma è incapace di penetrare lo strato corneo superficiale della pelle. A questa barriera è sovrapposto un flusso d’aria verticale a temperatura e umidità controllate, con la funzione di direzionare i microrganismi lungo la barriera stessa che li inattiva, oltre ad allontanarli dalle altre persone. Il dispositivo è inoltre dotato di sensori intelligenti in grado di disattivare istantaneamente la radiazione qualora la cute venga esposta direttamente alla radiazione UVC.
Versatilità e scenari applicativi
Già insignita di importanti riconoscimenti sul piano nazionale come l’Intellectual Property Award, la tecnologia toscana offre prestazioni straordinarie, garantendo un abbattimento della carica virale oltre 1000 volte più efficiente rispetto alla radiazione solare naturale. La possibilità di operare in sicurezza anche in presenza diretta di persone e animali consente il mantenimento di servizi ed attività che in contesti pandemici subirebbero severi blocchi.
Le applicazioni d’uso sono ampie e diversificate. La tecnologia permette infatti di realizzare barriere sanificanti non fisiche tra persone in contesti affollati o in postazioni di lavoro statiche, oltre ad abbattere continuamente la carica microbica nei punti di passaggio d’aria tra ambienti comunicanti. Infine, il sistema trova impiego ideale nella sterilizzazione di ambienti confinati non occupati stabilmente, come ad esempio gli allevamenti.
Con questo traguardo internazionale, Unifi dimostra come la ricerca radicata sul territorio sappia generare innovazione ad altissimo valore aggiunto e proteggere la salute su scala globale.