Le tracce del Parlamento in Palazzo Vecchio

Un' approfondita indagine radar e laser del pavimento del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, curata dall’Ateneo e pubblicata su Archaeological Prospection, ha rilevato il basamento di una struttura emiciclica esattamente corrispondente agli scranni installati nel 1865 per ospitare il Parlamento del Regno d'Italia durante il periodo di Firenze capitale. Segnalata anche la presenza di una trave trasversale di rinforzo, che si presta ad una duplice interpretazione.
Il Parlamento nel Salone dei Cinquecento - da "Il Giornale Illustrato", a. II, n.50, 16-23 dicembre 1865 in www.storiadifirenze.org
Il Parlamento nel Salone dei Cinquecento - da "Il Giornale Illustrato", a. II, n.50, 16-23 dicembre 1865 in www.storiadifirenze.org

Firenze fu capitale del Regno d’Italia dal 1865 al 1871. E come tale ospitò il Parlamento. Le tracce del passaggio della storia del nostro Paese sono ancora ben presenti dentro Palazzo Vecchio, dove si riuniva la Camera dei deputati.

Lo ha scoperto un’approfondita indagine radar e laser, coordinata da Massimiliano Pieraccini, docente di Elettronica, che ha rilevato sotto il pavimento di cotto del Salone dei Cinquecento una struttura emiciclica che corrisponde esattamente agli scranni installati da Carlo Falconieri nel 1865 per ospitare il Parlamento italiano, durante il periodo di Firenze capitale. I risultati della ricerca archeologica sono stati pubblicati  su Archaeological Prospection e sono frutto del lavoro del Dipartimento dell’Ingegneria dell’Informazione – che ha progettato lo strumento di indagine grazie al Laboratorio ESECH (Electronic Systems for Environment and Cultural Heritage) – e del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale, che con il Laboratorio GeCO guidato da Grazia Tucci ha realizzato  la scansione tridimensionale del pavimento  e il modello tridimensionale del palazzo. Alla pubblicazione (“Integration of GPR and TLS for investigating the floor of the ‘Salone dei Cinquecento’ in Palazzo Vecchio, Florence, Italy” https://doi.org/10.1002/arp.1788) ha contribuito anche l’Università di Utrecht e la Dutch University Institute for Art History di Firenze.

“Lo scopo originario della ricerca – spiega Massimiliano Pieraccini– era in realtà quello di trovare indizi della Fontana che Bartolomeo Ammannati avrebbe dovuto installare nel Salone alla metà del 1500, prima dei lavori di ristrutturazione di Giorgio Vasari. Le fonti storiche non confermano questa installazione e comunque le statue che avrebbero dovuto comporre la fontana furono destinate ad altri scopi.  Solo dal 2011 le statue si possono ammirare nella loro (presunta) disposizione originale nel cortile del palazzo del Bargello. Il Salone ci ha invece riservato la sorpresa della presenza delle tracce della Camera (mentre il Senato fu alloggiato nel Teatro mediceo degli Uffizi), non completamente cancellate dai lavori di ripristino della Sala dopo il passaggio della capitale a Roma”.

Con l’indagine radar e laser, sempre sotto i mattoni della pavimentazione, i ricercatori hanno anche trovato nel lato sud del Salone una trave di rinforzo, che si presta ad una duplice interpretazione. “Potrebbe essere stata messa dal Falconieri – ipotizza Pieraccini – per sorreggere la balconata sopra gli scranni dei parlamentari, destinata al pubblico. Oppure si potrebbe trattare di una struttura del XVI secolo, progettata per sostenere il peso della Fontana dell’Ammannati”.


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