Preistoria, il DNA antico spiega le migrazioni

Ricostruite le dinamiche migratorie post-Neolitiche nelle isole del Mediterraneo occidentale. Pubblicato su Nature studio internazionale sul DNA antico, coordinato dall’Ateneo e dalle università di Vienna e Harvard.
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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Durante la Preistoria le migrazioni marittime dal Nord Africa verso la Sardegna e altre parti del Mediterraneo si verificarono molto prima dell’era delle civiltà marinare del Mediterraneo orientale (primo millennio a.C.), come si è creduto finora.

E’ una delle conclusioni scaturite dalla ricerca internazionale – pubblicata su Nature Ecology & Evolution e coordinata dall’Università di Firenze, dall’Ateneo di Vienna e dall’Harvard Medical School – che getta nuova luce sulla storia genetica delle isole del Mediterraneo, in particolare Sardegna, Sicilia e Baleari (“The spread of steppe and Iranian-related ancestry in the islands of the western Mediterranean” doi: 10.1038/s41559-020-1102-0).

Dall’analisi del DNA antico di un gruppo di individui risalenti a Neolitico, Età del Bronzo ed Età del Ferro emerge un modello complesso di migrazioni dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa che varia in dinamiche e tempistiche per ciascuna delle isole del Mediterraneo.

Spiega il direttore del Dipartimento di Biologia e docente di Antropologia dell’Università di Firenze David Caramelli, che ha guidato un team composto anche da Martina Lari, Stefania Vai e Alessandra Modi: “Nonostante i contatti e il commercio con le altre popolazioni mediterranee, gli antichi sardi mantennero caratteristiche genetiche dell’epoca neolitica fino alla fine dell’età del bronzo (1000 a.C.). Ma uno degli individui che abbiamo analizzato – prosegue Caramelli – risalente alla seconda metà del terzo millennio a.C. era interamente di origine nordafricana. Inoltre l’1% degli individui dell’Europa meridionale che abbiamo studiato, risalenti all’età del rame e all’età del bronzo (3.000 a. C. – 1000 a.C.), faceva parte di famiglie immigrate dal Nord Africa”.

Si può quindi ipotizzare che le migrazioni marittime dal Nord Africa fossero iniziate già prima del 1000 e in diverse parti del Mediterraneo.

Attualmente il 56-62% del pool genico dei sardi proviene dai suoi primi agricoltori neolitici arrivati in Europa circa 8000 anni fa. “Questo valore – conclude Caramelli – è inferiore alle stime precedenti e, insieme agli altri dati ottenuti, evidenzia che la Sardegna, come tutte le altre regioni d’Europa, è stata un crocevia per importanti movimenti e mescolanza di persone”.

Scenari ancora più articolati riguardano le isole Baleari e la Sicilia. Nelle prime l’arrivo nell’età del Bronzo della componente genetica correlata alle popolazioni delle steppe dell’Asia centrale avvenne in parte anche attraverso migrazioni di individui dalla Spagna. In Sicilia l’arrivo di una componente genetica orientale correlata agli antichi Micenei della Grecia si verifica al tempo dei collegamenti commerciali micenei: i futuri studi sul DNA antico cercheranno di determinare se tale componente sia stata portata in Sicilia da popolazioni provenienti dalla Grecia o da regioni più orientali in tempi più antichi.

Alla ricerca hanno partecipato anche gli atenei di Cagliari, Palermo, Roma la Sapienza, Torino, la Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Sassari e Nuoro e quella della città di Cagliari e delle province di Oristano e Sud Sardegna, oltre al Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas” di Palermo.

 


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