Progetto Erasmus+ per la biodiversità in Tanzania

Unifi è impegnata con altre università europee al fianco di tre atenei del paese africano per favorire la valorizzazione del patrimonio naturale e accrescerne la tutela.

Migliorare le capacità locali per lo studio e il monitoraggio della biodiversità in Tanzania, nazione ricchissima di parchi e riserve naturali, per preparare le nuove generazioni alla tutela e alla protezione di questo straordinario patrimonio.

È lo scopo del progetto triennale Erasmus+ “Developing Curricula for biodiversity monitoring and conservation in Tanzania”, guidato dall’Ateneo fiorentino e da poco finanziato dall’Unione Europea con 790mila euro, di cui 180mila destinati a Firenze. E’ frutto di un partenariato di 3 paesi europei: all’Italia – rappresentata, oltre che da Unifi, dal Muse-Museo delle Scienze di Trento – si affiancano la Germania con l’Università di Bayreuth e la Danimarca con l’Università di Copenhagen. Ai partner europei si aggiungono, poi, i tre atenei principali della Tanzania.

“Il programma Erasmus+ mira a migliorare i curricula universitari di paesi esterni al nostro continente – spiega Francesco Rovero, ricercatore Unifi del Dipartimento di Biologia e referente del progetto -; si costruiscono, cioè,  alleanze e reti tra accademie e altre organizzazioni europee (come ad esempio i musei) e quelle dei paesi beneficiari. Non a caso la Tanzania è stata scelta come paese target – prosegue Rovero -: le istituzioni europee promotrici del progetto vantano una lunga esperienza di studi scientifici e di programmi di supporto alle realtà locali di quel paese”. Il Dipartimento fiorentino di Biologia, insieme al Muse, conduce infatti da anni un programma di ricerca e protezione della biodiversità in un’area del centro-sud del Paese, i Monti Udzungwa, dove gestisce – a fianco dei danesi dell’Ateneo di Copenhagen – un centro di ricerca (www.udzungwacentre.org), fondato e coordinato da Francesco Rovero. Al contempo, l’Università di Bayreuth gestisce una simile stazione di ricerca sulle pendici del Monte Kilimangiaro.

“In sintesi – aggiunge Rovero – lo scopo della nostra azione è di rafforzare la preparazione dei docenti e degli studenti tanzaniani, e ovviare alla scarsa dotazione di attrezzature e materiali per attività di insegnamento e di laboratorio”. Lo strumento per questi obiettivi è l’arricchimento dei curricula per lo studio e il monitoraggio della biodiversità, a livello sia di lauree triennali che di master, facilitando l’avvio di nuovi corsi di studio che siano formalmente riconosciuti dalle autorità ministeriali in Tanzania. “Realizzeremo corsi di e-learning, tenuti da docenti europei e gestiti tramite la piattaforma digitale UniFI MOODLE. – conclude Rovero -. E nelle due stazioni di ricerca dei Monti Udzungwa  e del Monte Kilimangiaro formeremo docenti locali tramite workshop dedicati ed esperienza sul campo, prevista espressamente anche per gli studenti tanzaniani”.


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