Ricerca sul cancro, a tre studiosi fiorentini borse dalla Fondazione Veronesi

Si tratta di Giacomo Biagiotti del Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff", di Luigi Ippolito e Anna Julie Peired del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio”
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Sono tre i giovani studiosi dell’Ateneo che si sono aggiudicati per il 2021 la borsa di ricerca post dottorato della Fondazione Umberto Veronesi destinata alla ricerca sul cancro. Si tratta di Giacomo Biagiotti, Luigi Ippolito e Anna Julie Peired. A quest’ultima è stato riconosciuto anche il Fondazione Veronesi Award 2021.

La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso di una cerimonia online in programma giovedì 25 marzo alle 18.30.

Giacomo Biagiotti

Biagiotti fa parte del gruppo di ricerca di Barbara Richichi, docente del Dipartimento di Chimica e responsabile scientifico del gruppo di ricerca GlycoFluoNano, e ha messo a punto un progetto dedicato allo sviluppo di radiosensibilizzanti nanostrutturati da utilizzare nella radioterapia dei tumori.

Si tratta di nanomateriali biocompatibili che hanno la capacità di ‘sensibilizzare’ i tumori radioresistenti al trattamento radioterapico – spiega Biagiotti -. Nello specifico, la ricerca è focalizzata sul tumore al seno triplo negativo e il sistema nanostrutturato che è stato proposto verrà ingegnerizzato in modo da direzionare ed amplificare la radiotossicità sulle cellule tumorali. Questi nanomateriali – aggiunge il ricercatore – agiranno infatti da ‘Cavallo di Troia’ veicolando ed ‘intrappolando’ una quantità significativa di agente radiosensibilizzante in modo mirato sulle cellule tumorali”. La ricerca si svolgerà in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e con il Soft Matter Nanotechnology Lab, CICbiomaGUNE di San Sebastian (Spagna).

Luigi Ippolito

Fa parte del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” Luigi Ippolito autore del progetto “Acido lattico e collagene nella metastasi del cancro prostatico”. “I tumori – afferma il giovane ricercatore fiorentino del team di Paola Chiarugi, docente di Biochimica – alterano il proprio metabolismo per adattarsi al microambiente circostante, sfruttando i nutrienti  presenti come l’acido lattico secreto da cellule accessorie”.

“L’utilizzo di questo nutriente può determinare alterazioni nei livelli di specifici metaboliti che regolano l’attività di enzimi coinvolti nella produzione di matrice extracellulare (collageno). Scopo della ricerca è indagare il legame – promosso dall’acido lattico – tra metabolismo e sintesi del collageno in cellule di carcinoma prostatico che acquisiscono un elevato potenziale metastatico, per identificare meccanismi potenzialmente bersagliabili in clinica”.

 

Anna Julie Peired

Con lo stesso Dipartimento di Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” collabora Anna Julie Peired che ha curato il progetto “Study of papillary renal carcinoma formation at single cell level “.

“Il carcinoma renale papillare – dichiara la studiosa che fa parte del team di Paola Romagnani, docente di Nefrologia – rappresenta circa 15% di tutti i tumori renali, e recentemente abbiamo scoperto che può svilupparsi in seguito ad un danno renale acuto. Le cellule da cui origina questo tumore – prosegue la ricercatrice – sono da identificarsi nei progenitori renali, ma i meccanismi che portano alla loro trasformazione maligna a seguito del danno rimangono da chiarire. Pertanto, ci proponiamo di utilizzare tecniche innovative per studiare al livello della singola cellula le molecole coinvolte in tale processo”.

 


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