Un nuovo modo di immaginare gli spazi urbani nasce dai cortili delle scuole. È da qui che prende forma Urban Bloomers, il progetto di Public Engagement finanziato dall’Ateneo nell’ambito del bando Unifi Extra 2025, che mette al centro la biodiversità urbana, la partecipazione e la sperimentazione concreta, coinvolgendo studenti, ricercatori e cittadini in un percorso condiviso di conoscenza e trasformazione.
Le attività di ricerca hanno unito progettazione ambientale, architettura bioclimatica, fisiologia vegetale e botanica. Sono state condotte da un gruppo di ricercatori afferenti al Dipartimento di Architettura, al Dipartimento di Biologia, al Dipartimento di Agraria e al Green Office dell’Università di Firenze e hanno coinvolto come partner esterni il Comune di Firenze, la Regione Toscana, l’Accademia Italiana di Scienze Forestali, Citizen Science Italia ETS e le aziende Kentstrapper e R3direct.
Nelle scuole medie di Firenze Carducci e Manzoni i cortili scolastici sono diventati luoghi di osservazione, progettazione e innovazione, spazi vivi in cui la scienza si costruisce insieme. Il progetto è nato proprio con questo obiettivo: sensibilizzare le giovani generazioni sui benefici ambientali della rigenerazione urbana e promuovere una maggiore consapevolezza rispetto alle sfide del cambiamento climatico.
Il primo passo è stato quello dell’osservazione. Attraverso attività di citizen science come i bio-blitz, studenti e cittadini hanno esplorato il proprio quartiere, catalogando piante e animali che abitano gli spazi urbani. Un esercizio che non è stato solo scientifico, ma anche educativo: imparare a riconoscere la biodiversità significa sviluppare uno sguardo nuovo sulla città, più attento, più consapevole. (Guarda il video)
Il passo successivo ha riguardato la progettazione. Nei laboratori creativi, gli studenti hanno lavorato insieme a docenti e ricercatori per interpretare i dati raccolti e trasformarli in soluzioni concrete. Attraverso strumenti di analisi e metodologie partecipative, i ragazzi hanno individuato strategie per salvaguardare e incrementare la biodiversità urbana, selezionando specie vegetali resistenti agli stress ambientali e immaginando nuovi assetti per gli spazi scolastici. (Guarda il video)
Un elemento distintivo di Urban Bloomers è l’uso della tecnologia come strumento di innovazione sostenibile. Nei laboratori dedicati alla stampa 3D, gli studenti hanno sperimentato la realizzazione di componenti architettonici, utilizzando materiali naturali come l’argilla o filamenti plastici riciclati. Le idee progettuali hanno preso forma e sono diventate diventano oggetti concreti, prototipi di sistemi tecnologici pensati per ospitare vegetazione e migliorare la qualità ambientale degli spazi. (Guarda il video)
“I workshop con gli studenti sono stati finalizzati a realizzare prototipi di apparati murari stampati in 3D, utilizzando materiali naturali e riciclati da integrare con fiori e piante resistenti”, spiega la coordinatrice scientifica Rosa Romano, docente di Progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura.
“Questi sistemi sono stati progettati per essere installati nei cortili delle scuole coinvolte, trasformandoli in veri e propri laboratori di rigenerazione urbana. Non si tratta solo di interventi estetici, ma di soluzioni pensate per migliorare il microclima, ridurre le temperature nei periodi più caldi e favorire la presenza di biodiversità”.
“In questo senso – aggiunge – Urban Bloomers rappresenta un esempio concreto di come la ricerca universitaria possa generare impatto reale sul territorio. Trasferire conoscenze e competenze al di fuori dell’accademia significa costruire comunità più consapevoli e resilienti, capaci di affrontare le sfide ambientali con strumenti nuovi. Gli studenti coinvolti in Urban Bloomers – conclude Rosa Romano – non sono stati semplici destinatari di un progetto educativo, ma protagonisti attivi di un processo di cambiamento”.
Urban Bloomers è stato selezionato per partecipare al New European Bauhaus Festival 2026, che si terrà a Bruxelles dal 9 al 13 giugno presso l’Art & History Museum nel Cinquantenaire Park. Il Festival esplorerà come l’impegno democratico possa promuovere comunità più inclusive e sostenibili, con particolare attenzione all’edilizia abitativa, alla partecipazione dei cittadini e alla qualità dell’ambiente costruito.