Cellule tumorali, come ingannano il sistema immunitario

Finanziato nell’ambito di Horizon2020 un progetto Marie Curie, partecipato da Unifi, che studia uno dei meccanismi con cui alcune cellule tumorali ingannano il sistema immunitario rendendolo innocuo nei loro confronti.
Archivio fotografico 123rf.com - Riproduzione riservata
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Nella lotta fra il tumore e l’organismo umano, la malattia ricorre, per così dire, all’inganno. E’ il caso di alcune cellule tumorali che presentano delle strutture in superficie (i glicani sialilati) capaci di “confondere” un’importante classe di proteine, dette SIGLECs (sialic acid-binding immunoglobulin-like lectins), macromolecole che dovrebbero funzionare come modulatori del sistema immunitario.

Come aiutare questi “checkpoint immunitari”, le SIGLECs appunto, a non cadere nel tranello? A questa domanda cerca risposte il progetto internazionale Glytunes (A multidisciplinary training network for the bioinspired development of glycomimetics tuning the SigleSialoglycan axis), di cui fa parte l’Ateneo fiorentino attraverso il Dipartimento di Chimica e lo spin off Giotto Biotech. La ricerca triennale, che avrà inizio nel 2021 ed è guidata dall’Università Federico II di Napoli, è stata finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, excellent science – Marie Curie Actions. A Firenze sono stati destinati più di 250.000 euro. Il progetto coinvolge sette partner  e quattro aziende di sei diverse nazioni europee, fra cui Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Germania: l’obiettivo è di formare  complessivamente 14 giovani ricercatori (2 per quanto riguarda le realtà Unifi) in questo ambito di studi.

“Alcune cellule tumorali – spiega il coordinatore Unifi Marco Fragai, docente di Chimica generale e inorganica – presentano all’esterno una distribuzione alterata di uno zucchero peculiare denominato acido sialico che, interagendo con le SIGLECs, inibisce l’attivazione del sistema immunitario nei loro stessi confronti. Il progetto – continua Fragai – si propone di studiare le SIGLECs, anche tramite la risonanza magnetica nucleare, e capire il meccanismo di blocco della risposta immunitaria, con lo scopo poi di progettare e sintetizzare nuove molecole, dette glicomimetici, utilizzabili per contrastare l’attività dei glicani sialilati. In sostanza, strategie terapeutiche innovative  contro l’insorgenza di patologie come cancro e malattie infettive”.

Nell’ambito del progetto, ai giovani scienziati verrà fornita una preparazione multidisciplinare e multisettoriale di altissimo livello, che includerà periodi di ricerca da svolgere nei diversi laboratori partecipanti a Glytunes, al fine di acquisire competenze scientifiche di frontiera e una visione internazionale.


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